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Tavecchio rassegna le dimissioni: “Fatte tante cose buone, elezioni entro 90 giorni”

“Quando oggi la mia componente (la Lnd, ndr), nella quale ho vissuto per 18 anni, ha fatto considerazioni che non promettevano un sostegno, non ci ho pensato un attimo e mi sono dimesso per un atto politico e non sportivo”: parole amare quelle pronunciate dal presidente dimissionario della FIGC Carlo Tavecchio nel corso di una conferenza stampa affollatissima, che ha fatto seguito alla riunione del Consiglio Federale. La decisione è stata presa poco prima delle 12: Tavecchio è entrato nel salone federale, ha rassegnato le dimissioni da presidente della Federcalcio. “Ho dato le dimissioni – ha sottolineato Tavecchio, avviando il percorso che porterà ad elezioni entro 90 giorni – prendendo atto che il quadro politico era mutato a seguito della riunione con i rappresentanti di tutte le componenti, visto che nella giornata di venerdì mi era stato inviato addirittura un documento programmatico e io, in assoluta buonafede e totale sincerità, avevo interpretato il fatto in senso positivo, non come alleanza, ma come volontà di costruire qualcosa nel sistema sportivo. Il quadro politico fino a stamattina non era cambiato, la Lega Pro non è mai stata alleata nella maggioranza.  Credo che siamo arrivati a un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Qualcuno adesso dovrà spiegare alla Lega Serie A e alla Lega B perché non sono state aspettate. Non certo io. L'affronto più grande al Consiglio Federale è stato quello di escludere l'attore più importante”.