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CONFEDERATIONS CUP
Con l’appuntamento del 2009 in Sudafrica, la FIFA Confederations Cup taglia il traguardo delle 8 edizioni in 17 anni di storia. Una competizione ormai pienamente inserita nel calendario ufficiale FIFA che nonostante sia comunemente identificata come “Prova generale” del Paese in predicato di ospitare la Coppa del Mondo, per la consistenza del lotto di partecipanti – i campioni delle 6 competizioni continentali oltre ai Campioni del Mondo e la Nazionale ospite – assume senza dubbio connotati di rilievo dal punto di vista tecnico. L’Italia partecipa al Torneo per la prima volta nella sua storia sportiva.
Dopo le quattro edizioni tenutesi tra il 1992 e il 1999, la FIFA Confederations Cup inizia ad assumere una connotazione più marcata nell’imminenza della Coppa del Mondo 2002 in Giappone e Korea del Sud. L’arrivo della massima competizione calcistica planetaria sulla inedita scena asiatica, in quel momento epicentro di un epocale processo di sviluppo industriale e commerciale, indusse la FIFA a strutturare il torneo con la finalità di testare su scala ridotta la macchina organizzativa predisposta per il Mondiale dell’anno successivo, ma soprattutto per analizzare la risposta in termini di partecipazione di un mercato ritenuto ad altissimo potenziale.
Se l’edizione del 2003 disputata in Francia, connotata dalla tragica scomparsa del centrocampista camerunese Marc-Vivien Foé, ha riproposto la FIFA Confederations Cup sotto il profilo puramente spettacolare, quella organizzata in Germania nel 2005 ne ha sostanzialmente istituzionalizzato il profilo, la vocazione e la collocazione nel calendario internazionale.
Il torneo 2009 in Sudafrica rappresenta un appuntamento stimolante per la complessità dello scenario e un passaggio senza dubbio necessario, visto il tortuoso percorso di avvicinamento che ha accompagnato la “Nazione Arcobaleno” lungo l’ultimo quinquennio. Con la quasi totalità degli impianti di nuova costruzione in fase di realizzazione avanzata, gli organizzatori hanno concentrato l’evento in quattro sedi – Johannesburg, Pretoria, Bloemfontein e Rustenburg – scelte in base alla pronta disponibilità degli impianti e alla loro localizzazione geografica concentrata sull’altopiano del Gauteng (ex Transvaal) e nel Free State.
Albo d'oro
| 1992 Arabia Saudita | Argentina | (Arabia Saudita) |
| 1995 Arabia Saudita | Danimarca | (Argentina) |
| 1997 Arabia Saudita | Brasile | (Australia) |
| 1999 Messico | Messico | (Brasile) |
| 2001 Corea e Giappone | Francia | (Giappone) |
| 2003 Francia | Francia | (Camerun) |
| 2005 Germania | Brasile | (Argentina) |




