L’Europeo dal 1960 ad oggi

L’Europeo dal 1960 ad oggi


Una vittoria, un secondo posto e due tornei organizzati in casa: questo, finora, il bilancio italiano nel Campionato Europeo di Calcio, vinto nel 1968 nella prima edizione disputata in casa, organizzato di nuovo nel 1980 e sfiorato, in quanto a successo finale, nel 2000 in Belgio/Olanda. Ripercorriamo la storia di questa competizione: il campionato europeo di calcio fu istituito nel 1960 su iniziativa di Henri Delaunay, primo segretario UEFA, che intuì le possibilità di un evento del genere per la promozione del calcio continentale, sostituendo l’ormai superata “Coppa Internazionale”, un torneo promosso dagli anni ’20 da Italia, Austria, Ungheria, Cecoslovacchia e Svizzera. Alla prima edizione parteciparono 17 squadre (non vi prese parte l’Italia) e, dopo i turni eliminatori, si optò per la Francia quale sede della fase finale, che incoronò l’Unione Sovietica davanti alla Jugoslavia. Dopo l’edizione 1964 in Spagna (Italia ancora l’assente), nel 1968 gli azzurri fanno il loro esordio nel torneo la cui fase finale viene disputata proprio in Italia. La squadra guidata dal Ct Valcareggi trionfa, all’Olimpico di Roma, davanti alla Jugoslavia (2-0 reti di Riva e Anastasi), dopo due gare pareggiate: la prima (0-0) in semifinale a Napoli con l’Urss, battuta però grazie alla fortuna di capitan Facchetti nella scelta del lato della monetina che sarebbe caduto a terra; la seconda (1-1, gol di Domenghini) nella prima finale con la Jugoslavia a Roma che portò poi alla ripetizione della gara non essendo ancora previsti i rigori.
Negli anni successivi il titolo europeo andò a Germania Ovest (Belgio ’72) e Cecoslovacchia (Jugoslavia ’76), mentre l’Italia non riuscì in entrambi i casi a conquistare la qualificazione alla fase finale. Che dal 1980 passò ad una formula più ampia: 8 squadre suddivise in due gironi e le prime di ciascun gruppo promosse alla finale (le seconde dei due gironi del primo turno si sarebbero giocate il 3° posto). L’edizione 1980 ha anche un altro dato storico: per la prima volta la Uefa mise in piedi un procedimento di candidatura con la possibilità del paese ospitante di guadagnare la qualificazione di diritto. In precedenza, infatti, la sede della fase finale era scelta tra le quattro Nazionali ammesse a giocarsi il titolo. Quell’anno la scelta della Uefa premiò l’Italia, che però non fu fortunata nella sua corsa al bis europeo, perché rimase fuori dalla finale solo per differenza reti rispetto al Belgio (battuto poi in finale dalla Germania Ovest) e dovette accontentarsi del quarto posto dopo la lotteria interminabile dei rigori nella finalina con la Cecoslovacchia (10-9). Nel 1984 si tornò in Francia, dove furono introdotte le semifinali tra le prime due dei gironi del primo turno, e “le roi” Michel Platini, oggi presidente Uefa, consegnò con un gol gioiello su punizione il trofeo ai “bleus” nella finale con la Spagna (2-0, bis di Bellone). In Unione Sovietica nel 1988 l’Olanda di Gullit e Van Basten superò i padroni di casa che avevano battuto in semifinale l’Italia, nel 1992 in Svezia la Danimarca (ammessa a discapito della Jugoslavia esclusa per motivi bellici), superò la favorita Germania Ovest, che però centrò la sua rivincita quattro anni dopo in Inghilterra nella finale con la Repubblica Ceca, che aveva eliminato l’Italia al primo turno. Un’edizione a suo modo storica: fu la prima a 16 squadre e vide in finale il primo golden gol, quello di Bierhoff che nel supplementare siglò il 2-1 decisivo. Siamo ormai al decennio in corso: nel 2000 fu l’edizione della prima doppia candidatura, in Olanda e Belgio, con gli azzurri assoluti protagonisti, battuti però in finale, anche qui con il golden gol, dalla Francia, che aveva impattato al 90’ la rete di Delvecchio con lo spunto di Wiltord e che poi mise in ginocchio i nostri con Trezeguet. Delusione diversa ma altrettanto dura da digerire per l’Italia nell’edizione 2004 in Portogallo: l’Italia fu eliminata al primo turno per il minor numero di ret fatte a parità di differenza reti da Svezia e Danimarca. Il trofeo andò alla Grecia che superò a sorpresa i padroni di casa del Portogallo.
L’ultima edizione, quella del 2008, è storia recente: appuntamento in Austria e Svizzera per il primo successo della Spagna, capace di battere nei quarti di finale l’Italia campione del mondo, anche se solo ai calci di rigore. Il torneo 2012 è stato assegnato ad un’altra candidatura doppia, quella di Polonia e Ucraina. Nel torneo 2016, per il quale l’Italia è candidata, l’Europeo si allineerà alla formula della Coppa del Mondo Fifa con 24 squadre partecipanti.