Abete: “Grande tristezza, ma abbiamo il dovere e la necessità di ripartire”
La storia dei mondiali
Debutta la Nazionale Italia - Francia 6-2
La Nazionale italiana di calcio gioca la sua prima partita il 15 maggio 1910 a Milano. Nonostante una clamorosa polemica l'avesse privata dei giocatori della Pro Vercelli, migliore squadra del campionato, l'Italia batte facilmente la Francia per 6-2. Gli azzurri non sono ancora tali: indossano infatti una maglia bianca e calzoncini e calzettoni diversi gli uni dagli altri, essendo quelli delle rispettive squadre di appartenenza dei giocatori.
1934: il primo titolo mondiale
E' l'anno delle prime volte per il calcio italiano: prima partecipazione a un Campionato del Mondo, prima volta da paese organizzatore e primo trionfo. A guidare gli azzurri è una strana coppia composta da un funzionario della Pirelli, Vittorio Pozzo, e un generale della milizia fascista, Giorgio Vaccaro. I due isolano la squadra per un mese e mezzo, in un ritiro durissimo, di stampo militare, preparandola come se dovesse combattere una guerra piuttosto che affrontare un evento sportivo.
La formula del torneo mondiale prevede l'eliminazione diretta e sotto i colpi dell'Italia cadono subito gli Stati Uniti, "sepolti" per 7-1. Nei quarti gli azzurri incontrano la temibilissima Spagna, difesa dal leggendario portiere Zamora, "el divino", che ferma gli azzurri nel primo incontro, terminato 1-1 dopo i supplementari, e si arrende nella ripetizione a un gol di Meazza.
Il gran finale va in scena allo Stadio Nazionale del Partito Fascista, a Roma, al cospetto di cinquantamila spettatori: la Cecoslovacchia passa in vantaggio con Puc a meno di 20’ dalla fine. Sembra la disfatta e invece 8 minuti prima del termine Orsi riesce a ristabilire l'equilibrio. Poi al 5’dei tempi supplementari Schiavio regala all'Italia il primo titolo mondiale della sua storia calcistica.
1938: il secondo titolo mondiale
Dopo il mondiale del '34 e l'oro olimpico del '36, l'Italia di Pozzo va in Francia a caccia di un fantastico tris. La squadra, più forte di quattro anni prima, è convinta dei propri mezzi ed è ricca di giocatori di classe: il trio Colaussi-Piola-Meazza non ha eguali al Mondo. Gli azzurri faticano soltanto all'esordio contro la Norvegia, battuta per 2-1 dopo i tempi supplementari. Nei quarti contro la Francia padrona di casa gli azzurri danno spettacolo e il 3-1 finale non ammette discussioni. In semifinale analoga sorte tocca al Brasile, superato a Marsiglia per 2-1, con gol di Colaussi e Meazza. Quindi la spettacolare finale disputata allo stadio parigino Colombes contro l’Ungheria: il secondo titolo è firmato da due doppiette di Colaussi e Piola.
1950: in Brasile gli Azzurri restano fuori dalla fase finale
Saltate le edizioni del 1942 e del 1946 a causa del conflitto mondiale, la coppa Jules Rimet ritorna dopo 12 anni nel 1950, organizzata dal Brasile. Le tredici Nazionali partecipanti sono suddivise in quattro gruppi le cui vincitrici daranno vita a un girone all'italiana che laureerà i nuovi campioni del mondo.
L'Italia campione in carica, ma distrutta dalla tragedia di Superga, perde l'incontro d'apertura a Pacaembu contro la Svezia per 3-2 e a nulla vale la successiva vittoria sul Paraguay : gli Azzurri sono fuori.
1954: la Svizzera non porta fortuna agli Azzurri
Dopo 16 anni un paese europeo torna ad ospitare i Campionati del mondo : è la Svizzera. L'Italia, inserita nel gruppo 4 con Inghilterra, Belgio e i padroni di casa elvetici, fa poca strada: perde subito con la Svizzera per 2-1, al termine di una partita falsata dall'arbitraggio del mediocre brasiliano Viana, che sull'1 a 1 annulla per un fuorigioco inesistente un goal di Lorenzi. Poi in contropiede Hugi batte Ghezzi e chiude il discorso.Gli azzurri si rifanno battendo 4-1 il Belgio, ma nello spareggio, nuovamente contro la Svizzera, si arrendono con lo stesso inesorabile punteggio.
1962: un brutto Mondiale per una brutta Italia
Il Cile ospita nel 1962 una delle più brutte edizioni dei Mondiali. La spedizione italiana nasce subito sotto una cattiva stella : la convivenza della coppia Mazza-Ferrari, che ha la responsabilità della nazionale azzurra, è problematica perchè i due sono in disaccordo su tutto. L’Italia pareggia all’esordio contro la Germania Ovest. Poi ci tocca il Cile : in un clima pesantemente intimidatorio e con la complicità dell'arbitro inglese Astor, gli azzurri cadono nella trappola delle provocazioni dei sudamericani e finiscono l'incontro in nove per le espulsioni di Ferrini e David. La sconfitta per 2-0 boccia l'Italia, che nell'ultima inutile partita batte la Svizzera.
1966: in Inghilterra tante polemiche e pochi risultati
L'ottava edizione della coppa Rimet viene assegnata all'Inghilterra. L’Italia di Edmondo Fabbri arriva ai mondiali in un clima di polemiche che risulteranno fatali al C.T. Inseriti nel gruppo 4 in compagnia di due nostre bestie nere come U.R.S.S. e Cile e di un debuttante come la Corea del Nord , gli azzurri esordiscono a Sunderland battendo i sudamericani con un gol di Mazzola e Barison. Tre giorni dopo arriva la sconfitta con l'Unione Sovietica. A questo punto per passare il turno basta un pareggio con i coreani, ma l’Italia perde e torna a casa.
1970: la partita più bella Italia - Germania 4-3
Dieci giugno, Stadio Atzeca di Città del Messico: 105.000 spettatori assistono a quella che entrerà nella storia del calcio come la più bella partita del secolo. Di fronte Italia e Germania, in palio l'ingresso nella finale dei Campionati del Mondo.
Dopo otto minuti gli azzurri vanno in vantaggio con un gol di Boninsegna. I tedeschi reagiscono, stringono d'assedio l'Italia sino al novantesimo, quando il terzino Schellinger beffa Albertosi. Si va così ai tempi supplementari, che propongono un'incredibile altalena di emozioni: Muller porta avanti la Germania, pareggia Burgnich, Riva riporta avanti l'Italia ma Muller sigla il 3-3. Passa appena un minuto e Rivera mette a segno il gol decisivo con un piatto destro che spiazza il portiere Maier.
1974: in Germania un’eliminazione precoce
La Nazionale parte per i Mondiali del 1974 in Germania carica di tensioni. Il problema della convivenza tattica di Mazzola e Rivera tiene tutti sulla corda. Dopo aver battuto Haiti e pareggiato con l’Argentina, la Nazionale Azzurra si trova di fronte la Polonia, già qualificata, mentre all’Italia serve un punto per passare il turno. Concluso il primo tempo con la Polonia in vantaggio per 2-0, gli Azzurri riescono ad accorciare le distanze con Capello a cinque minuti dal fischio finale. E con questa sconfitta finisce l’avventura dell’Italia ai Mondiali di Germania.
1978: in Argentina un inatteso quarto posto
L'Italia di Bearzot arriva ai mondiali d'Argentina a fari spenti, con una formazione che sulla carta non sembra in grado di competere con le migliori. Ma l'innesto all'ultimo momento di Paolo Rossi il bomber del Vicenza di Gigi Fabbri, e di Cabrini cambia volto alla squadra, che come d'incanto comincia a volare. Nel girone eliminatorio batte Francia, Ungheria e, sopratutto Argentina, giocando il miglior calcio del torneo.
Nel primo incontro del girone di semifinale la Germania Ovest, avversario tradizionale, alza le barricate di fronte alla superiore organizzazione di gioco dell'Italia, che dà spettacolo, inchioda i tedeschi per 90 minuti nella loro metà del campo, ma non riesce a passare.
Va meglio con l'Austria, battuta da un gol di Paolo Rossi, e quindi ci si gioca tutto con l'Olanda : chi vince disputa la finalissima. Azzurri in vantaggio grazie ad una autorete di Brandts, che però firma il pareggio al 50' e quindi un tiro di Haan dalla lunga distanza ci condanna alla finale di consolazione dove l’Italia si arrende al Brasile.
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1982: contro la Germania il terzo titolo mondiale
L'avventura spagnola ai mondiali del 1982 comincia a Vigo. La nazionale guidata da Enzo Bearzot si ritrova in un girone apparentemente privo di insidie insieme a Polonia, Perù e Camerun dal quale esce con tre pareggi e tante polemiche. Solo la differenza reti qualifica gli azzurri al turno successivo a spese del sorprendente e imbattuto Camerun.
La partita contro l’Argentina segna l'inizio della rinascita azzurra: Gentile ferma Maradona, Tardelli e Cabrini infilano la porta di Fillol. L'incontro tra Italia e Brasile entra nella leggenda: al 5' Conti serve Cabrini, cross in area per Rossi che di testa insacca la porta difesa da uno spaurito Valdir Peres. Sette minuti dopo Socrates pareggia. Ma l'Italia non si perde d'animo e al 25' va di nuovo avanti con Rossi. A circa venti minuti dalla fine Falcao, con la forza della disperazione, pareggia. Sembra la fine e invece, qualche minuto dopo, il rinato Pablito beffa la porta brasiliana. Dopo una rete di Antognoni ingiustamente annullata, all'ultimo minuto Oscar schiaccia di testa nella porta azzurra., ma Zoff blocca sulla linea.
L'Italia è in semifinale dove ritrova la Polonia di Lato. E' una formalità: Rossi segna altre due splendide reti e gli azzurri volano in finale dove li aspetta una Germania Ovest. Domenica 11 luglio 1982, stadio Santiago Bernabeu di Madrid, ore 20: Cabrini sbaglia un rigore nel primo tempo, ma nella ripresa l'Italia dilaga. Dall'ennesimo fallo su Oriali parte la punizione che fa arrivare la palla in area tedesca, Rossi realizza di testa. Poco dopo arriva il diagonale vincente di Tardelli. E, dopo una epica galoppata di Conti sulla fascia destra, anche Altobelli mette il sigillo sulla partita. Ai tedeschi rimane il tempo di segnare il gol della bandiera con Breitner. Poi, la fine e il delirio: triplice fischio dell'arbitro Coelho e l'Italia è campione del Mondo.
1986: la Francia di Platini ferma gli Azzurri agli ottavi di finale
L'Italia campione del mondo in carica vola in Messico piena di belle speranze. L'esordio contro la Bulgaria allo stadio Azteca che 16 anni prima aveva applaudito il 4-3 di Italia-Germania, non è dei più fortunati.
Gli azzurri giocano un buon calcio, passano in vantaggio con Altobelli, ma vengono raggiunti all'85' da un gol di Sikarov. Il pareggio con l'Argentina di Maradona e il faticoso successo sulla Corea del sud proiettano comunque l'Italia agli ottavi di finale, dove trovano la strada sbarrata dalla Francia di Platinì, Tigana e Giresse.
1990: le notti magiche dell’Italia e il terzo posto
Sono i mondiali delle "Notti magiche", che infiammano gli stadi di Italia '90. Gli azzurri di Azeglio Vicini trovano un cannoniere inatteso: è Totò Schillaci, che realizza il gol partita ai danni dell'Austria. Contro gli Stati Uniti il match-winner è Giannini, mentre con la Cecoslovacchia si ripete Schillaci, prima di un gioiello di Roberto Baggio che fa esultare lo Stadio Olimpico. Negli ottavi di finale l'Italia affronta l'Uruguay e fatica: bisogna attendere il 65' per applaudire il vantaggio del solito Schillaci; poi all'83' è Serena a realizzare il gol della sicurezza.
La difesa continua a essere imbattuta anche nei quarti di finale: l'Irlanda viene eliminata a fatica con una rete di Schillaci. A Napoli gli Azzurri affrontano l'Argentina di Maradona. L'Italia, in vantaggio con il solito Schillaci, si confonde e da un pasticcio tra Zenga e Ferri nasce il pareggio di Caniggia. L'1-1 uno rimane scolpito anche dopo i supplementari e ai calci di rigore l'Argentina è più fredda. Decisivi per gli azzurri gli errori di Donadoni e Serena.
Nella finale di consolazione contro l’Inghilterra l’Italia ottiene il terzo posto: Schillaci, che ha segnato un altro gol, grazie a un rigore realizzato a 4’ dalla fine, è il capocannoniere dei mondiali con 6 centri.
1994: ancora una volta battuti ai rigori
Gli azzurri si presentano a Usa ‘94 tra i favoriti, guidati da un tecnico che ha vinto tutto, Arrigo Sacchi, e da molti giocatori del "suo" Milan: Baresi, Maldini, Tassotti, Costacurta, Donadoni e Massaro a cui devono aggiungersi il capocannoniere del campionato Beppe Signori e il giocatore più amato e invidiato dal mondo intero: Roberto Baggio. All’esordio l’Italia perde contro l'Irlanda, ma riesce ad arrivare agli ottavi dove incontra la Nigeria: protagonista a suon di gol è Roberto Baggio, che poi sarà l'artefice principale anche dei successi nei quarti sulla Spagna e in semifinale sulla Bulgaria.In finale c'è il temibile Brasile, a caccia del suo quarto titolo iridato. Finiscono 0-0 sia i tempi regolamentari che quelli supplementari: ai rigori, fatali gli errori dei giocatori più rappresentativi: Massaro, Baresi e, proprio lui, Baggio, che manda alto il pallone decisivo. Finisce 3-2. Mai un titolo mondiale era stato aggiudicato ai rigori
1998: in Francia l'ennesima lotteria dei rigori
Quattro anni dopo la finale persa ai rigori ad Usa '94 contro il Brasile, l'Italia si presenta ai Mondiali di Francia con rinnovate speranze. Pareggia contro il Cile (2-2), batte il Camerun con gol di Di Biagio e doppietta di Vieri e l’Austria (2-1).
Dopo aver battuto agli ottavi la Norvegia per 1 -0 sempre con gol di Vieri, nei quarti l'Italia deve affrontare la squadra ospitante, quella Francia che diventerà Campione del Mondo e che due anni dopo si confermerà agli Europei di Belgio ed Olanda battendo in finale proprio la Nazionale Italiana. Dunque, contro la Francia, non bastano i tempi regolamentari e neppure quelli supplementari che si chiudono di fatto senza reti. Si decide ai rigori il destino degli Azzurri ed anche quello di Cesare Maldini che, contro la Francia, vive la sua ultima panchina azzurra. Vincono i francesi per 4-3.
2002 Corea-Giappone: errori e arbitri ci mandano a casa
Ai Mondiali di Corea e Giappone l'Italia debutta il 3 giugno a Sapporo con una bella vittoria per 2-0 contro l'Ecuador: entrambe le reti portano la firma di Christian Vieri. Ma cinque giorni dopo a Ibaraki, contro la Croazia, gli Azzurri incassano una sconfitta (2-1) che segna un pericoloso stop. A Oita il pareggio sofferto con il Messico (1-1, gol di Del Piero a 6 minuti dalla fine della partita), consente all'Italia di passare agli ottavi di finale qualificandosi al secondo posto del proprio girone, grazie alla sconfitta della Croazia contro l'Ecuador. Ma il cammino della Nazionale si interrompe bruscamente contro la Corea, tra polemiche e contestazioni nei confronti dell'arbitro Moreno: finiti 1-1 i tempi regolamentari (la rete dell'Italia porta ancora la firma di Vieri), gli Azzurri subiscono il golden gol di Ahn a quattro minuti dal termine dei supplementari.
2006 : l’Italia é Campione Del Mondo per la quarta volta
A ventiquattro anni di distanza dall'ultimo titolo conquistato in Spagna nel 1982, l'Italia conquista la sua quarta Coppa del Mondo. Dopo un cammino esaltante, cinque vittorie ed un solo pareggio contro gli Usa, a Berlino gli Azzurri approdano alla finale dove battono la Francia 6-4 al termine di una lunga maratona, conclusasi ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull'1-1, in virtù delle reti siglate da Zidane su penalty al 7' e da Materazzi con un imperioso colpo di testa al 18'.
La squadra di Lippi ha legittimato questo successo al termine di una gara attenta, giocata col cuore, ribattendo colpo su colpo le iniziative dei francesi che hanno concluso in dieci uomini per l'espulsione nei supplementari di Zidane, reo di avere colpito con una testata Materazzi. Dal dischetto sono andati a segno tutti e cinque gli Azzurri (Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero e Grosso), mentre ai transalpini è stato fatale l'errore dagli undici metri di Trezeguet.




