Lutto

In ricordo di Gigi Riva: dalla maglia azzurra esposta a quella terapia innovativa per esserci nella finale del ‘68

A quegli Europei non doveva esserci, ma il Dottor Fini ebbe un’idea per recuperarlo dalla pubalgia. E contro la Jugoslavia fu proprio il campione del Cagliari a sbloccare la gara

martedì 23 gennaio 2024

In ricordo di Gigi Riva: dalla maglia azzurra esposta a quella terapia innovativa per esserci nella finale del ‘68

Se ne è andato ieri all’età di 79 anni uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio mondiale, Gigi Riva, il miglior marcatore di sempre in azzurro, che ancora oggi detiene il record di reti realizzate in Nazionale (35 in 42 presenze).

Un monumento dell’epopea azzurra come Rombo di tuono – come era stato ribattezzato dal giornalista Gianni Brera, sottolineandone la potenza fisica devastante per le difese avversarie – non può che avere un posto speciale nel Museo del Calcio di Coverciano, che racconta oltre un secolo di sfide delle Nazionali italiane. Nel percorso espositivo è infatti possibile osservare la maglia – ‘ovviamente’ numero undici - indossata da Gigi Riva durante le qualificazioni agli Europei del 1968, che gli Azzurri poi vinsero, grazie anche alla rete dell’attaccante in finale.

Campione d’Italia con il Cagliari nella stagione 1969/1970, Gigi Riva da calciatore ha fatto parte della spedizione azzurra ai Mondiali di Messico ’70, chiusa al secondo posto dietro al Brasile di Pelè, mentre da dirigente ha vinto il titolo mondiale nel 2006.

E pensare che agli Europei del ’68 Riva non doveva neppure giocare, fermato da una fastidiosa pubalgia. Il Ct Valcareggi lo convocò comunque, sperando di poterlo recuperare per la finale. L’8 giugno, all’ultimo atto della manifestazione contro la Jugoslavia, in realtà l’attaccante azzurro non scese in campo, ma il destino volle che dopo l’1-1 al termine dei supplementari fosse prevista la ripetizione della finale. Due giorni dopo Riva era tra gli undici giocatori schierati dal commissario tecnico sul rettangolo di gioco. Come era stato possibile questo recupero ‘miracoloso’? Grazie a una terapia innovativa adottata dal medico della Nazionale di allora, Fino Fini; proprio ‘quel Fino Fini’ che anni dopo sarà ideatore e fondatore del Museo del Calcio di Coverciano. Il Dottor Fini fece correre Riva, nei giorni precedenti alla gara, con una postura particolare, con le punte dei piedi rivolte verso l’interno: questa procedura fece sì che Riva recuperasse per il 10 giugno, scendendo in campo nella ripetizione della finale degli Europei. E fu proprio l’attaccante a realizzare il vantaggio azzurro; ovviamente con il suo formidabile piede sinistro.