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L’impegno di FIGC e Scholas per lo sviluppo di attività sociali attraverso il calcio

Siglato il Protocollo d’Intesa tra la Federazione, la Fondazione di Sua Santità e il Pontificio Consiglio della Cultura. Come primo progetto un corso per istruttori sportivi nelle carceri minorili

giovedì 17 dicembre 2020

L’impegno di FIGC e Scholas per lo sviluppo di attività sociali attraverso il calcio
La Federazione Italiana Giuoco Calcio e la Fondazione Scholas Occurrentes insieme per lo sviluppo di attività sociali attraverso il calcio. Il Protocollo d’Intesa, siglato tra la FIGC e la Fondazione di Sua Santità Papa Francesco, consentirà l’avvio di progettualità finalizzate all’integrazione e alla riabilitazione per quelle categorie in condizioni di disagio o emarginazione.
 
Un’azione coordinata, che si colloca all’interno della macro area Rete Social Football della Federazione, per la promozione e la realizzazione di attività in ambito sportivo con lo scopo di tutelare e rafforzare il valore educativo, morale e culturale del calcio e consentirà di ampliare ulteriormente le rispettivi possibilità d´ intervento su tali tematiche.
 
“La FIGC è sempre più presente in ambito sociale – dichiara il Presidente della FIGC Gabriele Gravina – perché vive la responsabilità di guida e di indirizzo su questi temi dell’intero mondo del calcio. I valori che incarna la Fondazione Scholas esaltano l’attività che caratterizza il Settore Giovanile e Scolastico e avvicinano il calcio ai territori e alle comunità di riferimento, per questo siamo orgogliosi di questa collaborazione”.
 
"La firma del protocollo d'intesa con la FIGC e con il Pontificio Consiglio della Cultura costituisce un'occasione importante per la nascita di un percorso educativo e sportivo in particolare nel calcio - dichiara Jose Maria del Corral, Presidente Mondiale di Scholas Occurrentes - Il progetto Zona Luce che si realizza nel carcere minorile di Nisida mette in essere quello che il nostro fondatore Papa Francesco, giá da quando era Vescovo nella città di Buenos Aires, sosteneva come d'importanza fondamentale un lavoro umanitario ed educativo nelle carceri. Per questo fin dalle nostre origini siamo convinti che lo sport é una scuola di vita e di integrazione ”.
 
La prima iniziativa in programma, che prenderà il via domani presso il carcere minorile di Nisida (Napoli), riguarda un progetto di formazione per aiuto istruttori di calcio in situazioni di disagio, denominato Zona Luce, destinato agli Operatori di Polizia Penitenziaria e ai Detenuti e che nei prossimi mesi verrà esteso alle analoghe strutture di Roma e Milano, con l’obiettivo di coinvolgere in futuro altri istituti di detenzione minorili del territorio.
 
L’attività, che sarà affidata a uno specifico staff territoriale formato da rappresentanti e tecnici del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, di Scholas e dei rispettivi istituti detentivi, si articolerà attraverso 10 interventi formativi che avranno il campo di gioco e il pallone come medium educativo di eccezione. Ai fini di perseguire gli obiettivi prefissati ogni seduta verrà sviluppata attorno a tematiche quali: inclusione, coraggio, impegno, condivisione, lealtà, rispetto, fantasia, umiltà, identità, sacrificio.
 
Contestualmente all’attività sportiva, è previsto un monitoraggio in termini di impatto dell’intero progetto, sia all’interno delle strutture carcerarie che eventualmente presso le società sportive del territorio in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
 
Ulteriori informazioni sul progetto Zona Luce sono disponibili sul sito dedicato al Social Football: www.figc-rete.it  e www.scholasoccurrentes.org/it/italia/ .