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Una giornata di dialogo e formazione, nella casa delle Nazionali italiane. Per la seconda stagione di fila, il Centro Tecnico Federale di Coverciano ha ospitato l'incontro tra la Divisione Serie B Femminile, l’AIAC e i tecnici delle prime squadre e delle squadre Primavera dei club di Serie B. Un incontro a cui ha preso parte anche lo staff di Gianpiero Piovani, allenatore dell'Inter, che ha illustrato le metodologie di lavoro del club nerazzurro, portando la propria testimonianza ai colleghi in sala: “Dalla pianificazione alla prestazione: il ruolo dello staff tecnico nella costruzione dei carichi nel microciclo settimanale”.
Ad aprire l’incontro sono stati la presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari, il presidente dell’AIAC Renzo Ulivieri – che nel corso della sua carriera ha guidato anche le squadre femminili della Scalese e del Pontedera – e la responsabile calcio femminile dell’AIAC Valentina De Risi.


“In nome della professionalità della categoria, la Divisione Serie B chiede molto alle società, ma lo fa per il movimento – le parole della presidente Tinari –. Ai nostri tecnici ho detto ‘grazie’ per la loro presenza oggi, per i loro investimenti di tempo, energie e passione nel femminile, loro sanno che allenare significa molto più che preparare le ragazze per la partita della domenica. Vuol dire avere un ruolo nella crescita di un movimento che sta conquistando spazi, visibilità e rispetto. Li ho invitati a vivere questa giornata con curiosità, perché non fosse solo un momento di aggiornamento, ma un’opportunità di confronto, di condivisione di esperienze e di costruzione di una visione comune. Ringrazio l’Inter per aver accettato questo confronto e il presidente AIAC Renzo Ulivieri perché crede fortemente nel femminile”.


“Un amico allenatore mi chiese: ‘cosa ne pensi se vado ad allenare il femminile?’. Io gli risposi ‘non lo fare, perché poi ci rimani, tanto entusiasmo ed energia trovi’ – ha aggiunto Ulivieri –. Dal punto di vista tattico non ci sono differenze, anzi le ragazze hanno dimostrato di applicarsi anche più degli uomini. E differenze non ce ne sono neanche dal punto di vista tecnico. L’obiettivo finale da raggiungere è quello di non parlare più di calcio femminile, ma di calcio”.


