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La presidente della Divisione Serie B Femminile Laura Tinari è stata tra le relatrici di “Donne, Sport e Dual Career”, tavola rotonda organizzata dall’Intergruppo Parlamentare Sud, Aree fragili e Isole della Camera dei Deputati che si è svolta presso la Sala della Lupa di Montecitorio a Roma e all'interno della quale sono state numerose le esperienze e case histories di donne tra professione, management e vita familiare.


Tra gli interventi legati al calcio, oltre quello della presidente Tinari, anche quello di Patrizia Panico – allenatrice internazionale UEFA Pro e detentrice del record di presenze e gol nella Nazionale italiana – e di Ilaria Pasqui, componente indipendente del Consiglio Direttivo della Divisione Serie A Femminile.


“Per avere una visione lungimirante che punti alla crescita e alla durabilità del movimento, ritengo sia importante garantire la permanenza nel movimento a chi oggi lo costituisce: un processo per il quale credo serva la partecipazione e il lavoro di tutte le componenti – le parole della presidente Tinari –. Nel mio caso, la Serie B che rappresento, l’AIC, la Federazione, i club. Proprio in questi giorni, con AIC, abbiamo iniziato un percorso di formazione, che si compone di diversi incontri formativi che vedono protagoniste le nostre calciatrici, a cui intendiamo dare strumenti per allenare le loro skills e che possano tornare utili alle giocatrici una volta conclusa, o perché no, anche durante, la carriera agonistica”.


“Per quanto la Serie B sia il vertice della piramide del dilettantismo, l'organizzazione delle società, gli impegni delle calciatrici e il valore economico e sociale del campionato fanno sì che le squadre siano dilettanti solo per status – ha proseguito –. E quindi anche il lavoro che la Divisione fa, il sostegno che dà alle società nel loro complesso deve essere adeguato: formazione e comunicazione sono al centro del contributo che la Serie B dà per mantenere alti o talvolta innalzare gli standard medi della nostra categoria”.
“In società sempre più strutturate e organizzate le posizioni lavorative aumentano e se le calciatrici vorranno restare nel mondo del calcio, potranno pensare di entrare negli staff tecnici, nella comunicazione o diventare team manager. Ci sono molti esempi di donne ex sportive che dal campo – non per forza di calcio – sono passate ad altre occupazioni in ambito sportivo”.


