'#InclusionNow - L'intelligenza artificiale che connette, include e trasforma': questo il titolo dell'intrigante e originale convegno che ha avuto luogo, sabato pomeriggio, nell'Aula Magna del Centro Tecnico Federale di Coverciano, teatro - nel contempo - delle tante partite giocate per la Finale Nazionale di Secondo e Terzo Livello della Divisione Paralimpica della FIGC.

L'attività della DCP non si limita soltanto al campo e quindi l'occasione di essere nella casa delle Nazionali azzurre è stata sfruttata per affrontare un tema grande rilevanza sociale, che ha messo in connessione sport - in particolare il calcio praticato da atleti con disabilità - e innovazione tecnologica.

Il convegno, moderato dal giornalista Claudio Arrigoni, è stato aperto dal responsabile nazionale della DCP, Giovanni Sacripante: "L'intelligenza artificiale - ha detto - può essere una grande opportunità, oppure può aumentare le diseguaglianze. Quello che è certo è che sarà oggetto di investimenti sempre più cospicui, negli anni a venire. Si tratta di una questione che dà spunti anche a livello politico, nel senso più nobile del termine. Di sicuro, come DCP, ne vogliamo riparlare: considero questo incontro come una sorta di start-up per una serie di webinar che promuoveremo in futuro".

La parola è poi passata a Giuseppe Perrone, partner EY-AI e Data Italy Leader, che ha esordito sottolineando che il facile accesso alle nuove tecnologie ha prodotto una maggiore 'democratizzazione' delle stesse. Perrone ha poi spiegato cosa sono i cosiddetti 'bias', quegli errori sistematici nei risultati generati da un sistema di IA. Si verificano quando il modello riproduce o amplifica stereotipi umani, discriminando o penalizzando determinati gruppi di persone. "Non c'è dubbio - ha aggiunto - che le nuove tecnologie possano dare una grande mano al mondo sportivo in termini di accessibilità".

"Il mondo del calcio, DCP compresa - ha esordito così Maria Paola Monaco, delegata della Rettrice dell'Università di Firenze all'inclusione, diversità e sport - rappresenta un ecosistema umano con una sua precisa identità. Lo sport è un diritto soggettivo attraverso la quale la persona con disabilità può cercare di superare ogni tipo di barriera. L'uso dell'Intelligenza Artificiale deve avere una sua etica, facendo rimanere al centro il rispetto della persona".

L'intervento successo è stato quello di Laura Borgogni, professore ordinario di Psicologia del Lavoro e dello Organizzazioni all'Università la Sapienza di Roma: "Abbiamo effettuato una ricerca - ha raccontato - sul ruolo dell'allenatore di calcio paralimpico, che deve pensare al benessere degli atleti e a proporre allenamenti divertenti e interessanti. Per quanto riguarda l'IA, dobbiamo chiederci: gli atleti sono pronti a utilizzarla? L'atleta è abituato a ragionare su se stesso, con l'IA si deve misurare con un'altra realtà".

In conclusione, Antonio Franzese, Ceo & Founder di Media Engineering srl, ha incuriosito i presenti interpellando 'Linda', un avatar realistico realizzato con l'IA sui temi del convegno, accendendo un interessante dibattito sulle potenzialità, i limiti e i rischi dell'Intelligenza Artificiale e del tipo di inclusione che può produrre all'interno della comunità, sportiva e non.