Due ore e mezzo di viaggio, due volte alla settimana, per coronare un sogno. Sono i tempi della vita da calciatore della Juventus One/Nessuno Escluso di Alessandro Folli, che - per far parte del team DCP della sua squadra del cuore - è disposto, insieme alla sua famiglia, a sobbarcarsi una trasferta di quasi 150 chilometri, da Legnano - la città in cui vivono - a Porte, dove si allena la squadra oppure a Orbassano, nella zona di Torino, dove il sabato si giocano le partite della competizione Il Calcio è di Tutti.

"Tre anni e mezzo fa - racconta Silvia, la mamma di Alessandro - abbiamo scritto una mail alla Juventus, perché Alessandro non si trovava troppo a suo agio nella squadra della nostra zona di cui faceva parte. Non sapevamo nemmeno che la Juve fosse nel calcio per atleti con disabilità. Dopo un paio di mesi ci hanno gentilmente risposto che lo prendevano: quando lo abbiamo detto ad Alessandro era felicissimo".

E così, nel 2023, Alessandro entra a far parte della Juventus/Nessuno Escluso (che poi diventerà Juventus One) e fa in tempo a godersi, con i compagni, il titolo nazionale vinto dalla squadra alla Finale di Coverciano di maggio. "Devo dire - sottolinea Silvia - che tutto lo staff della Juventus fa un lavoro eccezionale, di suo Alessandro ci mette passione e impegno. Vive la pratica calcistica con divertimento, ma anche con serietà: oltre agli allenamenti va a correre, si prepara a livello atletico".

"Con mio marito - prosegue Silvia - ogni lunedì lo accompagniamo all'allenamento pomeridiano. Torniamo a casa intorno a mezzanotte, e la mattina dopo Alessandro si sveglia alle 7, perché frequenta il Liceo Scientifico Sportivo: quest'anno ha la Maturità. Ma fare tutti questi sacrifici non pesa né a noi né a lui. Praticare lo sport di cui è tanto appassionato ha migliorato mio figlio sotto ogni punto di vista: è più aperto, ha più amici, ha imparato cosa vuol dire lavorare in gruppo e far parte di una squadra. Siamo davvero contenti di tutti i progressi che ha compiuto, con grande determinazione".