PHOTO
Su Radio Zena, come dice il nome stesso, si parla di tutto ciò che ruota attorno a Genova e, in campo sportivo, al Genoa Calcio, con un'attitudine originale e con la voglia di curiosare e spaziare in territori meno conosciuti. Uno degli appuntamenti fissi nel palinsesto è il podcast 'Genoa per Noi', il cui 'sottotitolo' recita così: 'Tutto quello che va oltre la prima squadra, dalle ragazze del Femminile, alle giovanili con primavera e under 18, fino ad arrivare a tutte le realtà che portano nel mondo i colori del Grifone'.
Il Genoa CFC è, tra l'altro, una realtà consolidata della Divisione Calcio Paralimpico, con il club professionistico che non si è limitato a procedere all'affiliazione di un’associazione, ma ha creato - al suo interno - una squadra composta da atleti con disabilità cognitivo-relazionali.


Tutto questo ha dato lo spunto per il più recente episodio (il numero 34) di 'Genoa per Noi', condotto come sempre da Alessandro Bruzzone, presidente del Genoa Club “Zeneixi de Roma”, e da Andrea Scalzo, esperto di calcio femminile. L'ultima parte del podcast è stata dedicata alla Divisione Calcio Paralimpico della FIGC e ha ospitato gli interventi di quattro ospiti, che hanno descritto lo spessore e la bellezza dell’attività della Divisione: Maurizio Borgo (presidente dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, nonché giudice sportivo della DCP), Giovanni Sacripante (responsabile nazionale DCP), Alberto Zaroli (area sociale dell'AIA) e Marco Bartoli (il primo arbitro con disabilità a fare parte ufficialmente dell'organico AIA).
Si è partiti dagli eventi più recenti che hanno riguardato la DCP della FIGC; in particolare, dalla Finale Nazionale di Secondo e Terzo Livello del 16-17 maggio nella casa delle Nazionali azzurre. "A Coverciano - ha raccontato Maurizio Borgo - ho assistito a uno spettacolo straordinario. Ho visto negli occhi e nei volti dei ragazzi tanta felicità. La FIGC consente loro di giocare a calcio e di divertirsi, com’è giusto che sia. Il messaggio è stato appunto questo: questi alteti sono persone come tutte le altre, e il nostro impegno è quello di garantire una piena partecipazione delle persone con disabilità a ogni momento della vita sociale".


La DCP - ha detto Giovanni Sacripante - è un benchmark internazionale. La FIGC, nel 2019, è stata la prima federazione al mondo a creare al suo interno una Divisione per atleti con disabilità cognitivo-relazionali. Da quest'anno c'è stata poi la grande novità dell'allargamento dell'attività agli amputati e ai cerebrolesi, sia a livello di club sia di Nazionali (che stanno preparando due importanti competizioni internazionali). In questi anni abbiamo raggiunto numeri notevolissimi: 300 squadre, 2400 atleti tesserati, 1500 partite giocate. Facciamo calcio a tutti gli effetti, con alla base valori come il fair play e il rispetto. E gli atleti stanno meglio, a livello fisico e mentale. La nostra grande vittoria è questa".
"Nelle competizioni DCP - ha tenuto a ricordare Alberto Zaroli - gli arbitri sono tutti dei quadri dell'Associazione Italiana Arbitri. Un’ulteriore legittimazione del fatto che si gioca un campionato 'vero'. Nei grandi eventi, e non solo, coinvolgiamo anche direttori di gara di livello nazionale e internazionale: a Coverciano c'era Marco Guida, reduce dalla finale di Coppa Italia di pochi giorni prima".


In conclusione, l'intevento di Marco Bartoli, dal 2025 primo arbitro con disabilità dell'organico AIA. "A Coverciano - ha detto - ho vissuto la mia terza Finale Nazionale DCP. Sono contentissimo di raccontare la mia esperienza: non bisogna avere paura di mettersi in gioco, e quello che succede in partita dipende anche da come ci alleniamo. Le competizioni DCP, per me, valgono più di una Serie A o di una Champions League. Faccio l'arbitro da otto anni, e ogni stagione è sempre più bella".



