La Serie A Women scende nuovamente in campo al fianco di #ioleggoperché. Nel weekend del 7 e dell’8 novembre, quando si giocherà la sesta giornata del massimo campionato femminile italiano, le due capitane e i direttori di gara entreranno accompagnati da un bambino o da una bambina, con un libro in mano. Prima della partita, le calciatrici e l’arbitro doneranno il libro al bambino/a che li accompagna, rappresentando simbolicamente la promozione e l’educazione alla lettura verso le nuove generazioni. Per il derby tra Milan e Inter, in programma sabato 7 novembre alle 15 e trasmesso in diretta anche su RaiSport e RaiPlay – tutte le gare della Serie A Women Athora sono invece disponibili su DAZN in modalità Freemium –, l’iniziativa sarà estesa a tutte le 22 calciatrici, che come l’arbitro consegneranno un libro ai bambini e alle bambine che le accompagneranno.

Dal 7 al 15 novembre torna infatti la grande campagna nazionale di donazioni nell’ambito dell’iniziativa sociale dell’Associazione Italiana Editori (AIE): nelle librerie aderenti di tutta Italia, famiglie e cittadini potranno acquistare libri da donare alle biblioteche delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado e, da quest’anno, anche dei nidi partecipanti all’iniziativa. Un grande progetto collettivo che, in dieci anni, ha portato in più della metà delle scuole italiane 4,5 milioni di libri e coinvolto, nella sola ultima edizione, 4,2 milioni di studenti. Il calcio e la Serie A Women si fanno quindi portatori di un gesto simbolico per accendere l’attenzione sulla nuova edizione di #ioleggoperché e invitare tutti a partecipare alla settimana nazionale delle donazioni.

“La crescita del calcio femminile italiano passa per una rivoluzione culturale da mettere in atto con tutti i mezzi possibili, e tra questi ritengo che la lettura sia uno dei principali – ha dichiarato la presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti –. Anche quest’anno scendiamo in campo al fianco di #ioleggoperché, con il passaggio simbolico di un libro dalle mani di una calciatrice o dell'arbitro a quelle di una bambina o di un bambino che rappresenta esattamente il messaggio che vogliamo far passare con ogni nostra azione quotidiana: quello di trasmettere conoscenza, cultura, educazione”.