Da maggio a settembre, da Vicenza a Viareggio, la sfida continua. Sarà il 33° ‘Clasico’ tra Juventus e Roma ad assegnare la seconda edizione della Serie A Women’s Cup: appuntamento sabato alle ore 18 allo Stadio dei Pini ‘Torquato Bresciani’, in una città dove nel 1968 si giocò la prima storica partita della Nazionale femminile e dove il club bianconero ha vinto quattro edizioni della Viareggio Women’s Cup con la Primavera (una, nel 2020, in finale proprio contro le giallorosse, si giocò a Montignoso), puntando a bissare il titolo di Serie A Women’s Cup conquistato un anno fa a Castellammare di Stabia. Delle cinque marcatrici di quella finale, vinta 3-2 dalla Juventus, solo Manuela Giugliano – capitana della Roma – sarà in campo: sono cambiate tante giocatrici da una parte e dall’altra, sono nuovi anche gli allenatori (Isaac Guerrero per la Juventus e Gianpiero Piovani per la Roma), ma il fascino di questa sfida resta intatto. Il pubblico di Viareggio si godrà lo spettacolo, in diretta anche su Rai 2 e Sky Sport (canale 255), in streaming su RaiPlay e NOW e in circa 130 Paesi in tutto il mondo, grazie all’accordo con S&T Sports, con una produzione da 12 telecamere. Sarà la nona finale tra Juventus e Roma, la quinta consecutiva dopo quelle di Coppa Italia e Serie A Women’s Cup 2025 e di Supercoppa e Coppa Italia 2026.

Martina Lenzini e l'allenatore Isaac Guerrero durante la conferenza stampa della vigilia

QUI JUVENTUS Le bianconere, che la prossima settimana debutteranno in League Phase di UEFA Women’s Champions League contro il Benfica, arrivano alla finale senza aver subito reti: primo posto nel girone C con Milan, Como 1907 e Como Women, vittoria sull’Inter in semifinale. “Sappiamo quale club rappresentiamo, una realtà che deve uscire ogni giorno dal campo dopo aver provato a vincere – le parole dell’allenatore Isaac Guerrero –. Da inizio luglio abbiamo lavorato con un grandissimo obiettivo che era la Champions: questa finale è un premio per le ragazze e per tutto il lavoro fatto in questo inizio. Pressione? Non ho avuto neanche il tempo di sentirla, è stato un tour continuo: più che di pressione parlerei di responsabilità e opportunità di lottare per grandi cose, e questa Women’s Cup è una grande cosa”. Guerrero, spagnolo, di ‘Clasico’ se ne intende: “Arriviamo da una partita come quella contro l’Inter, ora ne abbiamo un’altra contro la Roma: sono le campionesse di campionato e Coppa Italia, ci danno l’opportunità di alzare l’asticella: ringraziamo queste squadre perché ci aiutano a fare sempre meglio”. La Juventus, tra Champions e Women’s Cup, ha già giocato diverse partite decisive in questo inizio di stagione: “Competere dall’inizio è un’opportunità per le ragazze che sono competitive, nessuna di loro gioca amichevoli. Non c’è problema nel giocare una preseason con partite da dentro o fuori. Le ragazze hanno dimostrato esperienza e unità come squadra, che sanno lottare e soffrire: l’obiettivo, però, è quello di soffrire meno e utilizzare meno questa capacità di resilienza, usando maggiormente il nostro gioco e provando a dominare. Questa è la nostra sfida: andare sempre con il nostro piano A”.

Martina Lenzini in azione contro il Milan

Se per Guerrero sarà il primo Juventus-Roma, Martina Lenzini è decisamente più abituata a scendere in campo per questa partita. “Mi aspetto che sia una finale combattuta come quella dello scorso anno, mi immagino che sarà lo stesso – le sue parole nella conferenza stampa della vigilia –. Vantaggi o svantaggi nel giocare ancora contro la Roma non ce ne sono: non è una partita di campionato, le finali sono imprevedibili. Dalla nostra parte abbiamo un po’ più esperienza, ma lo stesso vantaggio lo ha anche la Roma. Senso di rivalsa? Non direi perché a ora siamo le detentrici della Serie A Women’s Cup: che sia una finale o un’altra partita, noi andiamo per vincere, per il club, per la società, per la squadra, per tutti quelli che lavorano nella Juventus. Una vittoria potrebbe dare subito un premio al lavoro di questi due mesi. Ma sicuramente sarebbe un nuovo punto di partenza, sia in caso di vittoria che sia sconfitta: qualsiasi risultato servirà per lavorarci sopra. Il dettaglio che serve è lo spirito di giocare sempre fino alla fine: ci ha aiutato sempre e ci aiuterà. Non è solo un motto, ma qualcosa che cerchiamo di trasmettere a chi arriva”. Con le tante partenze, ultima in ordine di tempo quella di Barbara Bonansea, Lenzini è sempre più una delle veterane della Juventus: “Se mi sento una senatrice, probabilmente lo sono diventata con il tempo, guidata da chi è stata qui prima di me. Con la partenza di Barbara posso unirmi a Cecilia e Martina (Salvai e Rosucci, ndr): il poter scalare le gerarchie mi inorgoglisce perché vuol dire che qualcosa nel tempo l’ho fatta”.

Manuela Giugliano e Gianpiero Piovani durante la conferenza stampa della vigilia

QUI ROMA Il percorso della Roma (che in Champions inizierà dal Belgio, contro il Leuven) verso questa finale è stato più tortuoso: sconfitta al Tre Fontane dal Sassuolo, la squadra giallorossa è riuscita comunque a conquistare la qualificazione alle semifinali come migliore seconda, vincendo poi (7-1) ancora contro il Sassuolo per arrivare a giocarsi il trofeo a Viareggio. L’allenatore, Gianpiero Piovani, torna a disputare una finale a distanza di otto anni da quella di Coppa Italia persa dal suo Brescia contro la Fiorentina. “Sono felice di partecipare a questa finale perché sono tanti anni che manca nel mio curriculum – ha spiegato –. Ci arriviamo bene, ho detto alle ragazze che l’unico tempo che abbiamo sbagliato è stato il secondo con il Sassuolo: se andiamo a vedere, dopo che mi sono arrabbiato ingiustamente, con tempi sbagliati e modi non giusti, molto probabilmente è servito a dare una scossa a queste ragazze che negli ultimi 20 giorni hanno fatto cose straordinarie. Dobbiamo lavorare su questa strada: se Gasperini si sente una famiglia all’interno della squadra maschile, penso di poter dire la stessa cosa io nel femminile. Al netto dei risultati, questa è la strada giusta per toglierci soddisfazioni”. La Roma, in questo inizio di stagione, ha proposto diverse soluzioni tattiche: “Le ragazze sono brave nelle rotazioni. Dobbiamo avere un piano A, che è la difesa a quattro, ma anche una difesa a 3: stiamo cercando diverse soluzioni anche per un piano C”. A Sassuolo si è sbloccata Martina Piemonte, uno dei volti nuovi: “Aveva bisogno di trovare gol: era molto tesa, ora è più libera di testa, ci sono buoni presupposti perché si ripeta sabato”. Come per la Juve, anche la Roma ha iniziato un nuovo progetto tecnico: “Tra il percorso e la meta scelgo sempre il percorso: non mi riferisco alla partita di sabato ma al percorso e a quello che negli ultimi 20 giorni le ragazze mi stanno dando. Vedo un futuro roseo: essere accompagnato da loro e dallo staff mi rende felice”.

Manuela Giugliano, alla Roma dal 2019

Se Piovani è la novità, Manuela Giugliano è la continuità: la numero 10 giallorossa ha infatti iniziato la sua ottava stagione con la maglia della Roma. “Ogni anno si costruisce un percorso: lo scorso anno ci siamo concentrate su un lavoro, quest’anno ne abbiamo iniziato uno nuovo – ha detto –. Rispetto al passato, Piovani ci ha portato un’idea diversa, un gioco più propositivo, in avanti, ed è una cosa che ci piace molto. Stiamo seguendo il mister, abbiamo preso fiducia”. La Roma, lo scorso anno, ha vinto scudetto e Coppa Italia ma perso la finale di Serie A Women’s Cup e la Supercoppa: “Ricordando la partita dell’anno scorso le ragazze che sono rimaste a Roma la sentono. Meritavamo qualcosa in più. Prima di me stessa è la squadra ad aver voglia di portare il trofeo a Roma: abbiamo vinto tutto, ci manca questo e potrebbe essere uno stimolo in più. Avendo vinto tanto, dovremo fare di tutto per difendere quello che abbiamo attaccato alla maglietta, per tutti quelli che lavorano e si allenano a tremila sperando di portare a casa il risultato il sabato e la domenica. Per quello che riguarda le nuove arrivate, il lavoro più importante è il nostro, facendo capire loro l’importanza di indossare questa maglia e di vincere trofei”. Tanti volti nuovi da una parte e dall’altra: “Nuovi stimoli, nuove idee – ha aggiunto Giugliano –. Ogni volta che incontriamo la Juve non so se ci sia o meno una favorita: chi gestisce meglio le emozioni, la palla, vince. Il nuovo allenatore ha portato un gioco nuovo alla Juventus: spero, in ogni caso, che chi vedrà la partita si potrà divertire”. Giugliano ha ritrovato Piovani, suo allenatore anche a Brescia nel 2017-18: “Fu un anno bellissimo, quasi impossibile dimenticarselo. Giocammo lo spareggio per lo scudetto, vincemmo la Supercoppa (con tripletta di Bergamaschi, anch’essa ora giocatrice della Roma, ndr). Il mister era e lo è tuttora una persona molto diretta, spensierata: ha un pregio, cerca di guardare sempre il lato positivo anche quando le cose non vanno come si vorrebbe. Ha sempre la battuta pronta, e per noi è importantissimo essere serene”.

ARBITRO A dirigere la sfida sarà il Domenico Mirabella di Napoli. Le assistenti saranno Silvia Scipione di Firenze e Simona Cavallari di Ravenna. Quarta ufficiale Maria Marotta di Sapri.

REGOLAMENTO In caso di parità al 90', si disputeranno due tempi supplementari della durata di 15' ciascuno. In caso di ulteriore parità, la Serie A Women’s Cup sarà assegnata ai tiri di rigore. Non è previsto il Football Video Support, in quanto l’autorizzazione della FIFA per l’utilizzo dello strumento in via sperimentale riguarda esclusivamente il campionato di Serie A.

‘NESSUN DORMA’ Nel centenario della prima rappresentazione assoluta di Turandot, andata in scena al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, la finale della Serie A Women’s Cup renderà omaggio a Giacomo Puccini e al suo profondo legame con il territorio. Nato a Lucca nel 1858, il compositore visse a lungo a Torre del Lago, luogo che divenne fonte di ispirazione per molte delle sue opere più celebri (e sede del Festival Puccini, organizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano, nel 2027 si terrà la 73ª edizione), e negli ultimi anni della sua vita scelse Viareggio come sua residenza. A celebrare questo legame, prima dell’ingresso in campo delle squadre, sarà il tenore Angelo Villari, che interpreterà il “Nessun dorma”, del Maestro Giacomo Puccini.

FAN VILLAGE Dopo il grande successo in occasione della finale di Coppa Italia Women a Vicenza, anche a Viareggio tornerà infatti ‘Hero Park’, il Fan Village di Nike e Serie A Women con accesso gratuito per tutti i tifosi che arriveranno a Viareggio per vivere la finale. Venerdì 18 dalle 16 alle 22 e sabato 19 dalle 10.30 alle 16 al Belvedere delle Maschere dj set a cura di Rds, divertimento – con l’esibizione dei freestyler della Fast Foot Crew, presenti anche sabato in occasione della partita – e tanto calcio, con accesso gratuito. Prevista anche l’esposizione del trofeo per una photo opportunity e, nel pomeriggio di venerdì 18 (intorno alle 18), la presenza delle calciatrici delle due finaliste.

Burlamacco e Ondina, maschere simbolo del Carnevale di Viareggio

CARNEVALE Viareggio è la città del Carnevale, che anche nel 2027 porterà lungo i Viali a Mare le sue celebri costruzioni allegoriche, frutto di mesi di lavoro creativo e di un ingegno artistico unico, che il pubblico da tutto il mondo viene ad ammirare. Il pubblico di Viareggio, sia venerdì al Fan Village che sabato allo stadio ‘Torquato Bresciani’, potrà osservare da vicino il Burlamacco e Ondina, le due maschere del Carnevale di Viareggio disegnate da Uberto Bonetti, divenute icone della tradizione e che rappresentano le due anime della città: Burlamacco è il simbolo del Carnevale, mentre Ondina richiama l’estate, il mare e la spiaggia.