Lo scout dedicato: esplorare il mondo con gli occhi dell’allenatore’ è il titolo della tesi con cui Alberto Maresi si è abilitato a Coverciano lo scorso settembre all’ultimo Master UEFA Pro.

Si tratta di un lavoro che intende proporre – partendo “dall'analisi approfondita delle dinamiche che stanno trasformando il calcio contemporaneo”, come evidenzia l’autore stesso – un nuovo ruolo all’interno delle società calcistiche: quello dello scout dedicato agli allenatori.

Maresi infatti evidenzia come spesso le “priorità divergono in modo significativo” tra scout e tecnici, tra chi vede “in un giovane talento un ottimo investimento per il futuro, considerando età, potenziale di crescita e possibile plusvalenza” e chi invece, allenando la squadra e “pressato dalla necessità di ottenere risultati immediati, potrebbe invece aver bisogno di un giocatore esperto, pronto per aiutare la squadra nelle prossime partite decisive, poco importa se tra due anni avrà perso valore di mercato”.

Da qui nasce questa esigenza, per far confluire le scelte e per arrivare a una soluzione che, anche in esempi concreti, ha portato a straordinari risultati manageriali e sul campo. Maresi cita infatti il “caso di Sir Alex Ferguson (nella foto di copertina, ndr) e del suo scout capo Jim Lawlor al Manchester United (…): dopo anni di collaborazione, Lawlor aveva sviluppato una comprensione così profonda dei gusti e delle esigenze di Ferguson che era in grado di identificare giocatori che il manager scozzese avrebbe apprezzato prima ancora di presentarglieli”.

Nella tesi viene evidenziato come “l'introduzione della figura dello scout dedicato dell'allenatore, per quanto necessaria e vantaggiosa, presenta sfide organizzative significative che devono essere affrontate con realismo e pragmatismo. Ignorare o sottovalutare queste difficoltà significherebbe compromettere fin dall'inizio le possibilità di successo di questo modello innovativo. La prima e più immediata sfida riguarda le resistenze culturali e organizzative che inevitabilmente emergerebbero qualora si cercasse di introdurre una nuova figura in un ambiente tradizionalista come quello del calcio”. Questa strada innovativa, però, come sottolinea Maresi nel finale, deve essere percorsa, perché “posso affermare con convinzione che la figura dello scout dedicato dell'allenatore rappresenta non solo una possibile evoluzione del calcio moderno, ma una probabile necessità per i club che vorranno competere ai massimi livelli nei prossimi anni”.

 

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L’autore

Alberto Maresi, classe 1968, è un allenatore UEFA Pro che si è abilitato all’ultimo Master UEFA Pro con il massimo dei voti, 110 su 110.
Allenatore del Carpi in Serie D nel campionato 2008/2009, dalla stagione successiva inizia la propria carriera da vice, cominciando dal Portogruaro Summaga in C1. Ricopre lo stesso incarico in Serie B al Padova, Brescia (per tre stagioni, non consecutive), Novara e Cremonese, e anche al Genoa, in Serie A, dal febbraio 2017 all’aprile 2018.
Preparatore atletico professionista, dal 2020 è osservatore del Sassuolo.