Giudizio e responsabilità disciplinare - responsabilità della società – comportamenti dei sostenitori – art. 6, comma 3, CGS – collocazione sistematica – norma generale di imputazione – rischio giuridico addossato alla società – ratio – responsabilizzazione dei sodalizi

8/19/2026

Stagione: 2026-2027

La responsabilità della società per i fatti violenti dei propri sostenitori di cui all’art. 26 del Codice di giustizia sportiva si inserisce nel più generale sistema di imputazione alle società dei comportamenti dei propri sostenitori delineato dall’art. 6, comma 3, del medesimo Codice, a mente del quale le società rispondono delle condotte dei propri sostenitori ai sensi e nei limiti del Codice. Si tratta di una forma di responsabilità che ha la precipua finalità di responsabilizzare i sodalizi sportivi affinché pongano in essere tutti gli accorgimenti necessari a prevenire condotte illecite nell’ambito delle competizioni sportive, addossando alla società il rischio giuridico derivante dal comportamento di soggetti che gravitano nella sua sfera identitaria, e segnatamente dei sostenitori, allo scopo di rendere effettiva la tutela della regolarità della competizione, dell’ordine sportivo, dell’incolumità e della dignità delle persone coinvolte nell’evento calcistico (CFA, SS.UU., n. 66/2022-2023).

Numeron. 0028/CFA/2026-2027/B

PresidenteTorsello

RelatoreAtzeni

Riferimenti normativiart. 6, comma 3, CGS; art. 26, comma 1, CGS;

Articoli

Art. 6 - Responsabilità della società

La società risponde direttamente dell'operato di chi la rappresenta ai sensi delle norme federali. La società risponde ai fini disciplinari dell'operato dei dirigenti, dei tesserati e dei soggetti di cui all'art. 2, comma 2. Le società rispondono anche dell'operato e del comportamento dei propri dipendenti, delle persone comunque addette a servizi della società e dei propri sostenitori, sia sul proprio campo, intendendosi per tale anche l'eventuale campo neutro, sia su quello della società ospitante, fatti salvi i doveri di queste ultime. La società risponde della violazione delle norme in materia di ordine e sicurezza per fatti accaduti prima, durante e dopo lo svolgimento della gara, sia all’interno del proprio impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti. La mancata richiesta dell'intervento della Forza pubblica comporta, in ogni caso, un aggravamento delle sanzioni. La società si presume responsabile degli illeciti sportivi commessi a suo vantaggio da persone che non rientrano tra i soggetti di cui all'art. 2 e che non hanno alcun rapporto con la società. La responsabilità è esclusa quando risulti o vi sia un ragionevole dubbio che la società non abbia partecipato all'illecito.

Art. 26 - Fatti violenti dei sostenitori

1. Le società rispondono per i fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei propri sostenitori, sia all’interno dell'impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti, se dal fatto derivi un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone. 2. Per i fatti di cui al comma 1, si applica la sanzione dell'ammenda con eventuale diffida nelle seguenti misure: da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie A; da euro 6.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie B; da euro 3.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie C. 3. Se la società è già stata diffidata ovvero in caso di fatti particolarmente gravi, oltre alla sanzione di cui al comma 2, è inflitta una o più sanzioni di cui all'art. 8, comma 1, lettere d), e), f). Se la società è stata sanzionata più volte, si applica, congiuntamente all'ammenda, la sanzione della squalifica del campo che non può essere inferiore a due giornate. 4. Se la società responsabile non è appartenente alla sfera professionistica, ferme restando le altre sanzioni applicabili, si applica la sanzione dell’ammenda nella misura da euro 500,00 ad euro 15.000,00. In caso di fatti particolarmente gravi, può essere inflitta alla società la sanzione di cui all'art. 8, comma 1, lettera g). Se la società è stata diffidata più volte e si verifichi uno dei fatti previsti dal comma 1, si applica la sanzione della squalifica del campo non inferiore a due giornate.