12/19/2025
Stagione: 2025-2026
I messaggi “whatsapp” e gli “sms” sono utilizzabili quale prova documentale e, dunque, possono essere legittimamente acquisiti in giudizio mediante la mera riproduzione fotografica, dei relativi “screenshot”. Detti messaggi, difatti, costituiscono documenti elettronici che contengono la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti che, seppure privi di firma, rientrano tra le riproduzioni informatiche e le rappresentazioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c. e, pertanto, formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate se colui contro il quale vengono prodotti non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime. Di conseguenza, la circostanza che il deferito, in sede di audizione innanzi alla Procura, abbia riconosciuto come propri alcuni messaggi whatsapp pubblicati su una chat di cui lo stesso faceva parte, determina l’utilizzabilità in giudizio dei relativi screenshot, al fine di provare la responsabilità del medesimo deferito in ordine alle dichiarazioni contenute negli stessi messaggi.
Numero: 157/TFN-SD/2025-2026/A
Presidente: Sica
Relatore: Rinaldi