Il progetto HAND IN HAND, che ha lo scopo di combattere la violenza contro le donne, entra nel vivo del suo sviluppo triennale e prende forma attraverso i primi ‘riscontri di campo’. HAND IN HAND è infatti un progetto promosso dall’UE attraverso la European Education and Culture Executive Agency (EACEA) che vede coinvolta la FIGC a guida di un gruppo di partner fra cui Unimore, Formodena, EuroHockey, la Federcalcio albanese, la Federazione di Hockey su prato francese, Bulgarian Sport Hub - che include anche la BFU - e Alice Milliat, un’associazione francese che si occupa di promuovere l'inclusione nel contesto sportivo. L’idea alla base di HAND IN HAND è quella di cambiare paradigma, rivolgendosi agli uomini, in quanto autori di violenza, provando a educare le generazioni più giovani al rispetto, all’uguaglianza e alla lotta alla violenza nelle relazioni di genere. È per questo che la FIGC ha scelto di coinvolgere attivamente le sue Nazionali, in particolar modo quelle giovanili: in occasione del raduno della Nazionale Under 19 di futsal a Cesena è stato presentato il progetto alla squadra del tecnico Vanni Pedrini.

Due incontri da circa un’ora e mezza ciascuna, in cui oltre alla presentazione del progetto, nella prima giornata gli psicologi di UNIMORE hanno condotto le attività in campo nelle quali sono stati simbolicamente abbattuti i disvalori, salvando i valori. Il secondo giorno dopo le attività in campo insieme a UNIMORE è intervenuta anche l’Associazione Telefono Rosa, rappresentata dalla consulente Avv. Ylenia De Angelis, che ha illustrato le attività svolte dall’organizzazione, oltre al rischio di incorrere in reati penali in caso di comportamenti scorretti portando come esempio fatti di cronaca.