Ogni anno, il 27 gennaio, la FIGC celebra la Giornata della Memoria, ricordando le vittime della Shoah. Ma l’obiettivo della campagna di comunicazione ideata dalla Federazione e visibile sul sito istituzionale e sui canali social, che raffigura seggiolini vuoti in uno stadio, non è solo quello di commemorare le vittime dell'olocausto nel giorno in cui – 81 anni fa – venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz, uno dei simboli dello sterminio, ma di utilizzare la Giornata della Memoria come strumento per trasmettere conoscenza.

“Ricordare non basta, c'è assoluta necessità di tenere alta l’attenzione e la guardia su una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità – le parole del presidente della FIGC Gabriele Gravina –. Conoscere significa prevenire, contrastare, tutelare, rispettare. Il calcio, con il suo valore sociale, può rappresentare un'enorme cassa di risonanza e farsi promotore di messaggi dal significato profondo soprattutto verso le nuove generazioni, che non hanno vissuto questo crimine in prima persona ma che hanno il diritto e il dovere di conoscere”.