Il 23 settembre 2026, l’Università di Modena e Reggio Emilia ha ospitato l’evento moltiplicatore del progetto BELONG dal titolo “Dialogo con gli studenti universitari: come il calcio può favorire l’inclusione sociale e il senso di appartenenza”, organizzato dalla professoressa Veronica Margherita Cocco e dal professor Loris Vezzali. L’evento rientrava nel programma della Settimana dell’Uguaglianza 2026 dell’UNIMORE, una settimana dedicata all’uguaglianza e all’inclusione sociale.

L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto europeo BELONG – “footBall Employed to faciLitate the integratiOn of adolesceNt refuGees”, che promuove l’integrazione dei rifugiati adolescenti attraverso il calcio ed esplora il ruolo dello sport come strumento di partecipazione e costruzione di comunità. L’incontro ha riunito studenti universitari e rappresentanti del mondo dello sport e dell’inclusione sociale per discutere di razzismo, discriminazione e del ruolo del calcio nel promuovere comunità più inclusive. L’evento ha previsto un’intervista a Oumar Daffe, responsabile dell’antidiscriminazione e specialista senior in responsabilità sociale d’impresa presso la Lega Serie A, condotta dal dott. Michele Bisagni, psicologo e psicoterapeuta esperto in psicologia dello sport. La conversazione ha approfondito le sfide legate alla lotta alla discriminazione nel calcio e la responsabilità delle istituzioni sportive nel creare ambienti più inclusivi. Ha inoltre offerto agli studenti l’opportunità di riflettere su come il calcio possa contrastare gli stereotipi, unire persone di diversa provenienza e rafforzare il senso di appartenenza.

L’evento ha inoltre presentato le attività dell’associazione Calcio Dilettanti e Solidarietà APS e del progetto SENEGOL, che utilizza lo sport come strumento di solidarietà, educazione e inclusione in Senegal. I partecipanti sono stati inoltre invitati a contribuire a una raccolta di materiale scolastico a favore dei bambini, delle scuole e delle comunità locali del Senegal, collegando così la discussione a un’iniziativa concreta di solidarietà. Attraverso il dialogo tra studenti, professionisti dello sport e organizzazioni impegnate nell’inclusione sociale, l’evento ha messo in luce come il calcio possa contribuire al rispetto, all’uguaglianza e alla partecipazione.