Si è conclusa con il terzo e ultimo incontro la fase formativa del progetto ‘Safeguarding in Action’, il percorso promosso dalla FIGC e rivolto ai responsabili Safeguarding delle società sportive e a tutti gli operatori del settore interessati alla formazione Safeguarding della Federazione.

L’iniziativa ha registrato un’adesione ampia e trasversale, con oltre 1.600 partecipanti collegati da tutta Italia nel corso dei tre moduli, a conferma dell’attenzione crescente del sistema calcistico verso i temi della tutela, della prevenzione e dell’ambiente educativo.

Un progetto formativo orientato all’azione ha accompagnato le società in un percorso progressivo: dalla definizione della cornice normativa e dei principi di riferimento, all’approfondimento dei segnali di rischio e delle dinamiche relazionali, fino all’individuazione di strumenti operativi per una gestione efficace del Safeguarding all’interno dei Club.

Tra gli obiettivi del percorso, la promozione di una cultura della tutela intesa non come adempimento formale, ma come responsabilità condivisa tra tutte le figure di riferimento nell’organigramma dei Club.

Il focus del Modulo 3: contesti delicati e responsabilità condivisa

L’ultimo incontro, dal titolo Agire nei contesti delicati: tutela, educazione e inclusione’, ha rappresentato un momento di sintesi e di apertura verso la fase successiva del progetto.

In particolare, il modulo ha approfondito:

  • i contesti del Settore Giovanile e Scolastico e del Calcio Paralimpico, evidenziandone le specificità;
  • il ruolo centrale del Responsabile Safeguarding come figura di presidio e di raccordo all’interno del Club;
  • l’importanza di un piano di attività strutturato, capace di rendere effettive le politiche di tutela attraverso monitoraggio, formazione e programmazione;
  • il funzionamento della piattaforma di segnalazione, quale strumento di emersione e gestione delle situazioni a rischio, anche in forma anonima, e nel rispetto della riservatezza.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato il valore della segnalazione come atto di responsabilità e di tutela del sistema, e non come elemento critico nei confronti delle società.

Dalla formazione alla fase operativa: i progetti dei club

Con la conclusione dei moduli formativi, il progetto entra ora nella sua fase operativa, che prevede il coinvolgimento diretto delle società attraverso la realizzazione di iniziative e progetti di Safeguarding.

A tal fine è stato presentato il form dedicato alla raccolta delle esperienze sviluppate dai club nella stagione sportiva 2025/2026. Le società avranno tempo fino al 30 settembre 2026 per condividere le proprie iniziative, con l’obiettivo di valorizzare buone pratiche, modelli replicabili e percorsi di crescita già avviati.

I tre progetti ritenuti più significativi dalla Commissione saranno presentati nel Workshop Nazionale sul Safeguarding, in programma nel periodo autunnale.

L’impegno della FIGC: continuità e sviluppo del progetto

I risultati della fase didattica confermano la validità del percorso intrapreso e rafforzano la volontà della FIGC di proseguire e strutturare nel tempo iniziative di questo tipo, favorendo la diffusione di competenze specifiche, la condivisione di esperienze tra i club e la crescita di una community attiva e consapevole sui temi della tutela.

L’obiettivo sarà di continuare a promuovere un modello di Safeguarding che sia sempre più integrato nella vita dei club, in grado di coniugare prevenzione, educazione e inclusione nonché di contribuire alla costruzione di ambienti sportivi sicuri e rispettosi per tutti i tesserati.Inizio moduloFine modulo

Per ulteriori informazioni: safeguarding@figc.it.