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Si è svolto a Roma, nella Sala Autorità dello Stadio Olimpico, il FIGC Safeguarding Workshop 2026, giornata promossa dalla Commissione Federale Responsabile delle Politiche di Safeguarding e che ha riunito i Responsabili Safeguarding dei club professionistici con l'obiettivo di rafforzare il dialogo con le società e di valorizzare il lavoro delle figure responsabili, favorendo la collaborazione tra chi opera quotidianamente per la tutela dei tesserati.


Una giornata che ha chiuso il progetto “Safeguarding in Action” per la stagione 2025-26, iniziato con una formazione online per i club e proseguito con una fase operativa, con i club che - affiancati dai componenti della Commissione - nel corso di tavoli di lavoro organizzati proprio a margine della giornata hanno avuto la possibilità di approfondire e condividere le rispettive esperienze.


“Grazie a tutti i presenti per questa iniziativa, un'opportunità di trattare un tema che oramai è clamorosamente all'ordine del giorno dell'opinione pubblica, ma in particolare del nostro mondo, non solo del calcio ma dello sport in assoluto – le parole del commissario straordinario della FIGC Giovanni Malagò, che ha aperto i lavori con un videomessaggio –. Mi sento di dire che sempre di più oggi è indispensabile avere conoscenza e competenza della materia, tutelare, denunciare, raccontare qualcosa che sicuramente non funziona all'interno del nostro mondo. È importante anche questa apertura sulla base di quelle che sono esperienze all'interno delle singole società”.


“La manifestazione è stata particolarmente interessante, perché oltre a definire le regole comportamentali ha descritto anche i comportamenti da tenere per essere proattivi e per raggiungere gli obiettivi della salvaguardia e della prevenzione, affinché i nostri giovani possano giocare tranquillamente senza dover subire maltrattamenti, violenze e bullismo – ha aggiunto il presidente della Commissione Safeguarding della FIGC, Roberto Serrentino –. Tra tutte le parti coinvolte, dagli allenatori ai preparatori, dai medici ai magazzinieri e alle famiglie, deve crearsi una sorta di cordone per rendere non solo i campi sportivi ma tutti gli ambienti sicuri, in modo che i nostri giovani possano tornare a casa felici e contenti di aver giocato e non muti e silenziosi, dando quindi segnali che sia successo qualcosa di grave”.


Nel corso della giornata, poi, Fiorentina (Serie A e Serie A Women), Arezzo e Brescia (Serie B Femminile) e Sestu (Settore Giovanile e Scolastico) sono state protagoniste di una tavola rotonda dedicata ad alcune delle progettualità selezionate dalla Commissione sugli oltre 150 progetti ricevuti.
Questi i titoli dei progetti selezionati:
Fiorentina - Doppia Sfida: talento sportivo e maturità personale (a presentarlo Claudia Milletti)
ACF Arezzo - CARE - Crescita, Ascolto, Rispetto, Equilibrio (a presentarlo Maria Luisa Lapini)
Brescia Calcio Femminile - Vedere - La tutela come cultura, responsabilità e crescita della persona (a presentarlo Clara Gorno)
ASD Sestu - Sestu Sport Sicuro: insieme per il safeguarding (a presentarlo Ignazio Gianluca Sanna)

