Paolo è un cuoco in pensione che nella sua vita ha avuto un momento spartiacque. “Una grave malattia alla schiena di recente mi aveva messo kappaò”, racconta l’esperto chef senese ogni volta che qualcuno gli chiede di presentarsi: “Non sapevo se sarei sopravvissuto oppure no. Sono stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e a una lunga riabilitazione. Per fortuna alla fine la malattia se ne è andata, anche se qualche postumo è rimasto a livello di stanchezza nel rimanere a lungo in piedi. Però ce l’ho fatta, sono guarito. Non sono tornato alla vita di prima, nel senso che dopo quello che mi è successo non sono più lo stesso di prima: mi sento in debito con la vita. La gioia di essere stato sostenuto da tutti gli abitanti del mio paese di Taverne d’Arbia durante il mio periodo di malattia si è velocemente trasformata in gratitudine. E allora ho deciso sì di rimettermi ai fornelli e di ricominciare a fare il cuoco, ma nella mia seconda vita cucino solo gratis. Dove c’è qualcuno che si dà da fare per gli altri io mi offro di contribuire come cuoco volontario: per gli operai che fanno il presidio e difendono il loro posto di lavoro, per le feste paesane, per l’aggregazione sociale nelle contrade, e spesso e volentieri anche nella Misericordia del mio paese di Taverne. Per questo oggi sono qui a cucinare per voi”. A dire la verità oggi non siamo alla Misericordia bensì al vicino campo sportivo del paese. I volontari soccorritori però giocano comunque in casa, perché in campo ci sono i ragazzi dell’Asta Taverne under 17, ovvero la squadra che nell’ambito del progetto Figc “Non Solo Piedi Buoni” si sta dando da fare quest’anno in tanti giovedì sera sulle ambulanze della Misericordia. “Noi giovani calciatori dopo l’allenamento ci spostiamo alla Misericordia, mettiamo la divisa da soccorritori e poi saliamo sui mezzi dell’associazione con i volontari - racconta il terzino sinistro Steno al coordinatore settore giovanile della Figc toscana Enrico Gabbrielli, venuto anche lui a vedere la partita casalinga di campionato delll’Asta contro la Poggibonsese: “Andiamo all’ospedale delle Scotte a prendere dei malati che fanno dialisi. Li prendiamo con noi sull’ambulanza e li riaccompagniamo a casa, facendo due parole con loro. Poi facciamo ritorno alla sede della Misericordia dove ad aspettarci ci sono il mitico Paolo e le cene buonissime da lui preparate per noi”. E’ una esperienza semplice, ma preziosa, ci tiene a sottolineare il presidente della Misericordia, Carlo, che ogni giovedì accompagna i giovani calciatori in questi “allenamenti” di altruismo e di volontariato civico: “Cari genitori - spiega ai babbi e alle mamme schierati a tavola insieme ai ragazzi per il pranzo post partita - i vostri figli sono dei ragazzi eccezionali. In ogni incontro con noi e con i pazienti si sono sempre comportati con serietà, rispetto, curiosità e spirito propositivo. Per noi volontari è stato un piacere accoglierli e regalare loro un assaggio di quello che facciamo ogni giorno: soccorrere le persone che si sentono male e che hanno bisogno di aiuto è un gesto di umanità e una lezione di vita”. I ragazzi al centro di questa festa sono dapprima un po’ giù di morale, visto che il pareggio appena ottenuto contro la Poggibonsese prima in classifica sa più di due punti persi che di punto guadagnato: i ragazzi arancioblu a 10 minuti dalla fine erano in vantaggio per 3-1 grazie a una prestazione di grande fisicità e applicazione tattica, e la gemma del terzo gol nato da una azione personale di capitan Vittorio nonché rifinito dallo scavetto vincente di Gabriele sembrava il suggello finale di una giornata trionfale. Invece negli ultimi minuti la reazione da leoni feriti della squadra ospite ha portato il risultato finale sul 3-3 mostrando ai miei amici senesi il lato più crudele dello sport. “Complimenti ragazzi per la partita che avete giocato, al di là del risultato che vi va stretto”, cerca di rincuorare la squadra il dirigente Figc ospite d’onore: “E complimenti a tutta la società Asta per la serietà con la quale avete accompagnato i giovani calciatori in questa proposta della Federazione facendo scoprire da vicino ai vostri ragazzi il valore del servizio alla comunità. Mi auguro che questa amicizia fra Misericordia e società di calcio possa andare avanti anche al di là del progetto della Figc, coinvolgendo il prossimo anno la nuova squadra degli Allievi. Vista la bravura sia dei dirigenti sia dei volontari soccorritori, secondo me avete tutte le carte in regola per far proseguire di vostra iniziativa questo bel gemellaggio”. Applausi, acquolina in bocca, piatti fumanti. Paolo, lo chef dal cuore d’oro, è pronto a farci sognare.

 

(a cura di Tommaso Giani)