Nel quartier generale di Fort Lauderdale, bagnato da una pioggia incessante, la Nazionale Femminile continua a lavorare in vista dell’ultimo appuntamento di un 2025 intenso e al tempo stesso molto emozionante. Dopo il grande Europeo e dopo i test di ottobre con Giappone e Brasile, le Azzurre hanno cercato di alzare ulteriormente l’asticella volando negli USA per misurarsi con la selezione più iconica e titolata al mondo. La sconfitta di venerdì nella prima amichevole di Orlando è servita al gruppo per capire dove poter migliorare e nella gara in programma domani alle 19 locali (l’1.00 di notte italiana) al Chase Stadium, dove gioca l’Inter Miami di Leo Messi, le calciatrici vogliono dimostrare di aver imparato la lezione e di potersela giocare alla pari – per tutti i 90 minuti – anche con la corazzata statunitense, seconda nel Ranking FIFA (l’Italia è dodicesima).

“L’obiettivo di queste partite era fare esperienza e migliorare nella gestione delle difficoltà, che di sicuro ci possono aiutare a crescere – ha dichiarato Andrea Soncin nella conferenza stampa che ha preceduto la rifinitura -. Siamo molto concentrate sul percorso. I successi di sicuro aiutano a creare una mentalità vincente, ma sfidare avversarie del genere è fondamentale e può insegnare molto”. Per ridurre il gap con il Paese per antonomasia del calcio femminile, che può contare su quasi 2 milioni di tesserate contro le 50mila italiane, bisognerà continuare a investire e a lavorare di sistema, ma nell’immediato la ricetta per riuscirci la svela lo stesso Ct: “Domani serviranno qualità di gioco e ferocia. Loro occupano bene gli spazi e sono una squadra molto evoluta, che dando pochissimi punti di riferimento venerdì ci ha portato spesso ad andare fuori giri, costringendoci a rincorrere e a sprecare energie preziose. È una mia responsabilità mettere le ragazze nelle migliori condizioni per esprimersi: devo trovare la chiave giusta per accendere in loro la consapevolezza di essere all’altezza degli Stati Uniti”.

Ha risposto alle domande dei giornalisti anche Cristiana Girelli, che dopo aver aperto alla possibilità di chiudere la carriera negli USA (“fare un’esperienza qui mi permetterebbe di crescere da tutti i punti di vista”) ha ‘fotografato’ la situazione in casa Italia: “Sappiamo di poter fare meglio rispetto al primo incontro – ha sottolineato la numero 10 azzurra – nei prossimi 90 minuti dovremo entrare in campo con lucidità e coraggio, andando oltre la fatica e mettendo in campo tutto, cosa che due giorni fa probabilmente non siamo riuscite a fare”.

Una presa di responsabilità da vera leader, pronta a trascinare le compagne nell’appuntamento che precederà l’inizio delle qualificazioni mondiali, al via nel marzo 2026 con il fondamentale doppio impegno casalingo con Svezia e Danimarca. Ma il pensiero dell’attaccante della Juventus è focalizzato solo sul presente. “È chiaro che una sfida del genere ti fa venire in mente il Mondiale del 2027 – ha concluso – ma quella di domani per noi sarà una serata molto importante. Se riusciremo ad accendere quel fuoco che ci permette di fare la differenza sono certa che metteremo in grande difficoltà le nostre avversarie”.

 

‘LA MIA AMERICA’. BOATTIN SI RACCONTA A VIVO AZZURRO TV. Dopo Sofia Cantore, anche Lisa Boattin racconta ai microfoni di Vivo Azzurro TV la sua nuova avventura americana, iniziata in estate grazie alla chiamata degli Houston Dash. Un’intervista – intitolata ‘La mia America’ – in cui l’esterna parla del suo amore per la Juve, della quotidianità nella città texana e delle sue nuove abitudini. "Gli Stati Uniti sono sempre stati il mio sogno. È successo tutto molto velocemente: il club mi ha fatto capire che mi voleva tanto e ho pensato potesse essere la scelta giusta al momento giusto: ho 28 anni e non è da tutte giocare qui. Mi sono detta ‘andiamo, proviamoci’”.

Un sogno che Lisa vive a occhi aperti, nella convinzione che grazie allo sviluppo del movimento italiano tante altre ragazze potranno seguire le sue orme. “Adesso le bambine che iniziano a giocare possono avere un futuro e dei punti di riferimento. Pensare che possiamo essere degli idoli per le più piccole è una cosa bellissima”.