Coraggio e follia sono caratteristiche, o sarebbe meglio dire qualità, che hanno contraddistinto tutta la straordinaria carriera di Cristiana Girelli. Si possono ritrovare nei gesti tecnici e nei gol che le hanno permesso di vincere tutto con le maglie di Brescia e Juventus, nella determinazione con cui punta al prossimo Mondiale per coronare la sua scintillante esperienza in azzurro e, da ultimo, anche nei motivi che l’hanno spinta ad accettare la proposta del Bay FC, la squadra di San Josè dove la capitana della Nazionale giocherà nei prossimi sei mesi.

 

Dopo le prime due fondamentali partite di qualificazione alla prossima edizione della Coppa del Mondo contro Svezia e Danimarca, Girelli volerà in California per vivere - come l’ha definita lei stessa - un’esperienza di vita, non solo calcistica, molto importante. “È un’opportunità arrivata all’improvviso e ho sentito il bisogno di coglierla”, sottolinea nell’intervista rilasciata dal raduno di Coverciano a Vivo Azzurro TV, “una scelta dolorosa, presa non di cuore ma di pancia e dettata dalla voglia di rimettermi in gioco. Ho quindi deciso di prendere questo treno, che a 35 anni potrebbe essere l’ultimo per poter provare qualcosa di diverso”.

 

Nessuna fuga, dunque, perché l’azzurro e il bianconero rimangono al centro dei pensieri della numero 10. “Non è un addio ma solo un arrivederci. La Juve è casa mia, l’amore della mia vita. Non sto assolutamente scappando dall’Italia: vado a mettermi nuovamente alla prova in un campionato tostissimo, che mi permetterà di conoscere una nuova cultura calcistica, un nuovo modo di giocare e che mi potrà arricchire anche nel mio percorso in Nazionale”. Un percorso, quello invece che ha come destinazione la NWSL, già intrapreso prima di lei da Sofia Cantore, Lisa Boattin e Lucia Di Guglielmo. “Sarà divertente ritrovarle - sottolinea divertita - se le squadre all’estero ci guardano è perché il calcio femminile italiano ha fatto dei passi incredibili. Siamo state valorizzate dal lavoro fatto dalla Federazione, dai club e dalla Nazionale”.

Ed è proprio la Nazionale a scandire il presente di Girelli e delle sue tre compagne di viaggio, pronte tutte insieme ad inseguire il nuovo sogno della squadra allenata da Andrea Soncin. “Affronterò questo girone di qualificazione con lo spirito di sempre, anche se con un po’ più di consapevolezza e maturità. Prendere parte a un Mondiale è qualcosa di meraviglioso. Alcune di noi hanno già avuto la fortuna di disputarlo, ma va conquistato. Sarà un cammino difficile, soprattutto per le aspettative che ha questo gruppo dopo il grande Europeo della scorsa estate. Dovremo riuscire, partita dopo partita, a dare il cento per cento. A livello personale cercherò di godermi ogni istante nel miglior modo possibile”.

 

Le istantanee senza tempo dell’avventura in Svizzera (“mi emoziono ancora guardando certe immagini, certi festeggiamenti”) hanno lasciato nella mente e nel cuore delle Azzurre una scia indelebile. “Penso che sia stato bello per gli italiani aver potuto contare su una Nazionale così coesa. Siamo riuscite a unire un Paese per quasi un mese: è speciale sapere che le persone si riunivano per vedere le nostre partite, dato che prima succedeva solo per i maschi. Ci siamo guadagnate la possibilità di regalarci tante gioie. Ma questo è ormai il passato, mi piacerebbe immaginarci così anche nel futuro”. E i prossimi mesi di Girelli saranno di certo scanditi da nuovi orizzonti, ma la sua bussola saprà sempre indicare la direzione di casa. “La maglia azzurra è il mio porto. Indossandola penso a una Nazione intera, alla bambina che giocava nei campetti dell’oratorio e al traguardo da conquistare, giorno dopo giorno. La mia nave adesso sta salpando, però poi tornerà e avrà sempre il suo porto sicuro”.