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Meno due alla semifinale Italia-Spagna: tra due giorni, mercoledì 23 settembre alle ore 15 (in diretta tv su Rai Sport), le Azzurrine scenderanno in campo a Lodz per la sfida che può valere un posto nella finalissima del Mondiale femminile Under 20. Anche l’altra semifinale, quella che proviene dalla parte bassa del tabellone, è stata decisa, con i risultati di ieri dei quarti di finale: sarà Corea del Nord – una delle grandi favorite della viglia, campione in carica nella competizione – contro Colombia, con le sudamericane che quantomeno pareggeranno il loro miglior risultato di sempre nel torneo, ovvero il quarto posto datato 2010. Delle quattro squadre arrivate a questo punto della Coppa del Mondo, l’unica per cui è una prima volta assoluta essere in semifinale al Mondiale Under 20 è l’Italia.
“Facciamo l’in bocca al lupo alle ragazze, sono state davvero brave. Speriamo che vadano avanti…” è l’augurio che arriva dall’Italia e precisamente da Coverciano: durante la conferenza stampa di inizio raduno, il commissario tecnico della Nazionale maschile, Roberto Mancini, ha infatti voluto mandare un messaggio di vicinanza alle ragazze di Matteucci.
Il gruppo azzurro dell’Under 20 femminile è tornato ieri a Lodz e sta continuando l’avvicinamento a questa attesissima sfida con le pari età iberiche. Ma come si prepara una sfida di questa caratura, contro un avversario che alla viglia era considerato tra le squadre più accreditate per vincere il trofeo e che finora ha mantenuto le tante attese? Ce lo spiega Erika Lisi, assistente allenatrice di Matteucci; il suo braccio destro. “Sotto quelle che sono le indicazioni dell’allenatore, ci dividiamo i compiti già prima dei raduni; ad esempio, io mi sono occupata dei calci piazzati difensivi della squadra avversaria, per capire come difendano, integrando queste informazioni poi con il match analyst, Alessandro (Rossi, ndr), per sviluppare quelli che sono gli schemi che andremo poi a proporre offensivamente. Studiamo come andarli ad attaccare nei loro punti deboli. Mattia (Volpi, ndr), il preparatore dei portieri, si occupa invece principalmente della parte difensiva sulle palle inattive, studiando come attaccano le avversarie per poi andare a posizionare al meglio la difesa in base alle esigenze e alle idee che ha per quanto riguarda i portieri. Tutto questo per quanto concerne i calci piazzati; per la struttura del gioco, insieme al match analyst visiono invece come costruisce l’avversario oppure come va in pressione in modo da essere di supporto al mister per la preparazione del match. Il tutto riassunto infine in una selezione di clip video che facciamo vedere alle ragazze, dando così loro un’idea dell’avversario che affronteremo e di come noi ci andremo a contrapporre”.
Poi – senza ovviamente dimenticare il metodologo Fabio Andolfo e il coordinatore delle Nazionali giovanili femminili, Enrico Sbardella, oltre a citare tutta l’area medica con i ‘doc’, come vengono ribattezzati gli specialisti Michela Cammarano, Andrea Gattelli (prima) e Alessandro Carducci (da domani), e i fisioterapisti Marco Fiore ed Eugenio Zarcone – c’è l’area performance della squadra, composta da due preparatori atletici e un nutrizionista. Già, il nutrizionista: perché – come sottolinea Vincenzo Piermatteo, o ‘prof’, come vengono chiamati con un mix di affetto e rispetto lui e Lorenzo Corsi, i due preparatori atletici – “l’aspetto nutrizionale e la qualità del sonno sono fondamentali per permettere alle ragazze di agire al meglio in campo. Per questo ci coordiniamo sempre con il nostro nutrizionista, Flavio Valletta, per definire le tempistiche migliori tra un pasto e l’altro, soprattutto per quanto riguarda il giorno gara, tutti elementi essenziali per garantire la prestazione in partita e il successivo recupero”.
Il recupero rappresenta infatti un aspetto decisivo tra una partita e la successiva, specialmente in una competizione come questa dove sono pochi, pochissimi i giorni a disposizione tra un match e l’altro. Che a volte arrivano anche ai supplementari…
“Prevalentemente il lavoro che svolgiamo è affinché le calciatrici, anche quelle con più minutaggio, garantiscano le prestazioni anche nelle gare successive. Il tutto, come detto, con finestre temporali davvero strette tra una partita e l'altra. Quindi come strumenti usiamo sia mezzi di recupero attivo, ovvero ad esempio esercizi di mobilità, lavori in piscina o con l'uso del foam roller, ma anche anche attività di recupero passivo come la crioterapia, la criosauna e la sauna. E poi ci sono tutti quei trattamenti che vengono fatti grazie ai nostri terapisti.
Un discorso a parte merita infine il lavoro adottato fino a oggi con Sofia Testa, che dopo la gara di esordio al Mondiale con gli Stati Uniti ha avuto un problema muscolare che le ha impedito di scendere nuovamente in campo. L’obiettivo in tutto questo periodo è stato quello di recuperarla per queste ultime e decisive partite del Mondiale. Grazie alla collaborazione con l'area performance della Ternana, abbiamo trovato degli esercizi a cui lei era abituata, per non creare ulteriori sovraccarichi nei muscoli; contenuti di allenamento a carattere generale, per permetterle di mantenere comunque la sua fitness costante. È tornata ad allenarsi in campo, a parte, nella rifinitura del match con la Corea del Sud. Oggi proveremo a vedere come reagisce a stimoli più specifici insieme alla squadra. Sempre limitandola in determinate attività”.
Insomma, il lavoro continua ed è costante. Una squadra nella squadra quella dello staff, che studia e si applica, proprio come le ragazze in campo. Ma il fatto che tra la partita con la Corea del Sud e la semifinale con la Spagna ci siano quattro giorni, a differenza del resto del calendario che imponeva tre giorni di stacco tra una gara e l’altra, che cosa significa? “C’è – conclude Vincenzo Piermatteo - una grande differenza: ci sono ventiquattr’ore di discrepanza. Questo vuol dire che puoi gestire molto meglio i carichi di lavoro, intervenendo in maniera molto più mirata là dove ci dovesse essere bisogno di differenziare i percorsi di recupero attivo o, specialmente, quello passivo. Possiamo far smaltire le scorie della gara più facilmente a tutte le ragazze, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, dalla crioterapia ai massaggi”.
Si lavora e si studia, cercando di mettere le calciatrici nelle migliori condizioni possibili per affrontare una gara che a questi livelli non era mai stata disputata: una semifinale mondiale.
Il programma delle semifinali
Mercoledì 23 settembre
Ore 15, Italia-Spagna (diretta tv su Rai Sport)
Ore 18:30, Corea del Nord-Colombia (diretta tv su Rai Sport)
L’elenco delle convocate per il Mondiale
Portieri: Elena Belli (Inter), Erica Di Nallo (Vicenza), Lavinia Tornaghi (Milan);
Difensori: Martina Bressan (Inter), Martina Cocino (Aarau), Lidia Consolini (Inter), Azzurra Gallo (Tolosa), Emma Lombardi (Fiorentina), Martina Tosello (Cesena), Caterina Venturelli (Sassuolo);
Centrocampiste: Giada Catena (Res Donna Roma), Maya Cherubini (Fiorentina), Paola Fadda (Sassuolo), Gabriella Langella (Napoli Women), Sofia Testa (Ternana Women), Marta Zamboni (Como Women);
Attaccanti: Karen Appiah (Cesena), Giulia Galli (Barcellona), Giada Pellegrino Cimò (Roma), Manuela Sciabica (Lazio), Rosanna Ventriglia (Ternana Women).
Staff – Tecnico: Nicola Matteucci; metodologo: Fabio Andolfo; vice allenatrice: Erika Lisi; preparatore dei portieri: Mattia Volpi; preparatori atletici: Lorenzo Corsi e Vincenzo Piermatteo; match analyst: Alessandro Rossi; medici: Michela Cammarano e Alessandro Carducci; fisioterapisti: Marco Fiore ed Eugenio Zarcone; nutrizionista: Vito Flavio Valletta; segretario: Aurora Leo.


