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La Nazionale è arrivata a Parigi, dove domani sera (ore 20.45, diretta su Rai 1 – arbitra lo spagnolo Gil Manzano) sarà impegnata nella seconda trasferta consecutiva dopo il bel successo di Bursa. Il fatto che l’Italia abbia vinto solo due delle ultime quindici sfide con la Francia la dice lunga sulla difficoltà dell’impegno che la attende e conferma come quello dello Stade de France sia il migliore crash test possibile per valutare la robustezza strutturale della macchina azzurra, finalmente lanciata in pista sulla scia dei quattro gol rifilati lunedì alla Turchia. Sarà dura, ma la speranza è di ripetere l’exploit di due anni fa, quando all’indomani dell’Europeo tedesco gli Azzurri si imposero 3-1 a Parigi infliggendo ai francesi una delle uniche due sconfitte subite nelle ultime dodici partite casalinghe nelle competizioni ufficiali.
“Italia-Francia non è mai banale – ha dichiarato Roberto Mancini dalla sala stampa dello Stade de France - e sarà sicuramente una bella partita. Ci teniamo a giocare bene e a fare bella figura”.
QUANTE STELLE. Anche senza quella che è la loro stella più luminosa, Kylian Mbappè, i Bleus possono contare su alcuni dei giocatori più forti del pianeta, da Michael Olise a Ousmane Dembélé, da Désiré Doué a Barcola. Non manca di certo l’entusiasmo nella nuova Francia targata Zinedine Zidane - all’esordio da Ct davanti ai suoi tifosi - prima a punteggio pieno nel girone di Nations League grazie ai due successi di misura ottenuti in casa di Turchia e Belgio: “La Francia è una delle squadre migliori al mondo, piena di giocatori incredibili. Sarà sicuramente una partita difficile, loro sono molto avanti rispetto a noi, ma questa gara ci dirà molte cose su quello che possiamo dare e fare nei prossimi mesi”.


L’Italia dal canto suo ha ritrovato a Bursa bel gioco e vittoria oltre a quell’intraprendenza che non si era vista nel primo tempo della partita con il Belgio: “Penso che non ci si debba abbattere per una sconfitta - ha sottolineato Mancini - né esaltare per una vittoria. Al di là del risultato, la squadra ha giocato bene a calcio e questo è quello che dobbiamo provare a fare in ogni partita. Anche domani il nostro obiettivo è quello di cercare di giocare”.
TURN OVER OBBLIGATO. Dopo aver cambiato in Turchia otto undicesimi della formazione scesa in campo con il Belgio, domani sera Mancini ruoterà ancora i suoi uomini. Anche stavolta per gestire al meglio la preparazione in vista della sfida con la Turchia in programma il 5 ottobre a Bologna ha lasciato ad allenarsi a Coverciano nove calciatori (Honest Ahanor, Nicolò Cambiaghi, Diego Coppola, Daniele Ghilardi, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Rolando Mandragora, Massimo Pessina, Alessandro Romano). Del resto è inevitabile fare turn over quando si affrontano quattro partite nell’arco di undici giorni: “Ma cambieremo di meno rispetto a Bursa – avverte il Ct – sulla formazione non ho molti dubbi, ma valuteremo domani”.
SFIDA TRA NUMERI DIECI. Uscito vincitore dal primo dei due match con la Turchia dell’ex compagno di squadra Vincenzo Montella, Mancini dovrà adesso vedersela con Zinedine Zidane in una sfida nella sfida tra due ex numeri dieci che continuano ad anteporre il talento a tatticismi esasperati. Due soli i confronti tra i due in campo, entrambi nella stagione 1996/97, terminati con un pareggio per 0-0 e con il successo di misura della Juventus di Zizou in casa della Sampdoria: “Zidane è stato uno dei più forti giocatori del mondo, ha avuto grandi allenatori e qualcosa avrà preso da loro. Credo sia la prima volta che ci incontriamo, la sfida però non è tra di noi ma tra Italia e Francia, un grande classico del calcio europeo”. Dopo aver commentato le dimissioni di Diana Bianchedi da capo delegazione (“ci dispiace molto, è una grande campionessa e in questi giorni è stata perfetta con noi”), il Ct ha spiegato per quale motivo Inacio sia rimasto fuori dalla lista dei convocati per queste prime tre partite: “E’ un ragazzo molto giovane, si deve formare. Intanto si sta allenando con noi, ci vuole un po’ di tempo”.


BASTONI “NIENTE PAURA”. Centottantuno giorni dopo la notte di Zenica, quando con la sua espulsione aveva lasciato l’Italia in inferiorità numerica venendo identificato come uno dei maggiori responsabili della mancata qualificazione al Mondiale, Alessandro Bastoni è tornato a sorridere in azzurro. Il suo gol a Bursa ha dato il la al convincente successo della Nazionale sulla Turchia, una nuova pagina di una storia ancora tutta da scrivere: “Zenica mi ha lasciato tristezza e amarezza - ha ammesso il difensore dell’Inter in conferenza stampa - ma credo che partite così facciano parte del percorso di ogni calciatore di livello. Fa parte del nostro mestiere: quando fai bene diventi un idolo, quando sei protagonista di questi episodi ti attaccano. Non c’è modo di controllare il passato, ma si può controllare il presente e decidere al meglio per il futuro”.
Nonostante l’assenza di Mbappé, il parco attaccanti della Francia fa paura. E mai come stavolta non sono ammesse distrazioni: “Servirà una grande gara dal punto di vista difensivo e collettivo, l’unico modo per mettere in difficoltà la Francia è non avere paura di tenere il pallone. Abbiamo una storia troppo importante per venire qui a fare solo una passeggiata. Siamo una buona squadra, anche se siamo all’inizio del percorso. Abbiamo le qualità per fare grandi cose. Più che agli altri dobbiamo pensare a noi stessi perché solo attraverso il nostro miglioramento personale potremo raggiungere gli obiettivi collettivi”.












