A quattro giorni dalla finale dei play-off mondiali, la Nazionale continua ad allenarsi al Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove nel pomeriggio tornerà in campo per preparare la sfida con la Bosnia ed Erzegovina. Dopo il successo di Bergamo con l’Irlanda del Nord, gli Azzurri sono chiamati a ripetersi, sapendo stavolta di non poter contare sul fattore casalingo. Sono solo 500 infatti i biglietti destinati ai tifosi italiani allo stadio ‘Bilino Polje’ di Zenica, pronto a spingere la nazionale di casa verso il Mondiale.

“Ci aspettiamo un ambiente caldo - avverte Federico Dimarco in conferenza stampa - e un’avversaria che ha la stessa nostra voglia di qualificarsi. Noi siamo l’Italia e abbiamo l’obbligo di andare al Mondiale. Affronteremo una squadra forte, che ha giocatori esperti e talenti che stanno facendo bene. La testa comanda le gambe, dovremo essere forti mentalmente. Se riusciremo a stare con la testa giusta per 95 minuti penso che alla fine porteremo a casa il risultato”.

VOGLIA DI MONDIALE. Il Mondiale Dimarco lo ha giocato solo con la Nazionale Under 20, quando nel 2017 in Corea del Sud con la squadra guidata da Alberico Evani conquistò la medaglia di bronzo segnando anche un gol nei quarti di finale. Nove anni dopo sogna di tornarci con la Nazionale maggiore, che martedì sera proverà a regalarsi e a regalare a milioni di italiani il pass per la fase finale della Coppa del Mondo: “Sappiamo la responsabilità che abbiamo. Vogliamo ottenere la qualificazione, ce la meritiamo. Il nostro è un gruppo che si diverte e sta bene insieme”. L’esterno azzurro è stato protagonista suo malgrado di un video, diventato virale in rete, dove lo si vede intento a seguire al cellulare la sequenza dei rigori della semifinale tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Qualcuno lo ha accusato di aver esultato per il successo di Dzeko e compagni mancando di rispetto ai prossimi avversari: “E’ stata una reazione istintiva, stavamo semplicemente guardando i rigori. Non ho assolutamente mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci. Mi è stato dato dell’arrogante, ma con quale diritto potrei esserlo visto che manchiamo da due Mondiali? Detto questo aggiungo che è stato poco rispettoso venire ripresi in un contesto dove c’erano amici, familiari e anche bambini”.

 

Federico Dimarco sorride in conferenza stampa

SFIDA NELLA SFIDA CON DZEKO. Giovedì al ‘Cardiff City Stadium’, quando tutto ormai sembrava perduto, la Bosnia si è aggrappata ancora una volta al suo capitano. All’86’ minuto della semifinale con il Galles, con la sua squadra a un passo dall’eliminazione, l’eterno Edin Dzeko ha segnato il gol che ha cambiato il corso della storia di questi play-off e anche il biglietto aereo della nostra Nazionale, che lunedì volerà a Zenica anziché a Cardiff per giocarsi ventiquattr’ore dopo la sfida che vale il Mondiale. Primatista di presenze (147) e gol (73) con la maglia della Bosnia ed Erzegovina, a quarant’anni suonati il Cigno di Sarajevo ha dimostrato di saper essere ancora decisivo e martedì sera davanti ai suoi tifosi proverà a regalarsi l’ennesima notte di gloria. Prima, però, dovrà fare i conti con diversi suoi ex compagni di squadra incontrati negli anni in cui ha vestito le maglie di Roma, Inter e Fiorentina. Tra loro c’è anche Dimarco: “Dopo la partita gli ho fatto i complimenti. Edin è un grandissimo giocatore e una grandissima persona. L’ho incontrato anche quest’estate in vacanza, ho mantenuto con lui un bellissimo rapporto”.

 

Dimarco nel match con l'Irlanda del Nord: per il difensore azzurro è stata la 37a presenza in Nazionale

STAGIONE STRAORDINARIA. Quattordici assist e sei gol: i numeri confermano come l’esterno dell’Inter sia stato sinora protagonista di una stagione eccezionale. Padrone assoluto della fascia sinistra, negli ultimi mesi sembra aver affinato le doti balistiche che ne fanno oggi uno dei migliori mancini in circolazione. Visto il suo feeling con il gol, sembrano poche le tre reti realizzate in 37 presenze con la Nazionale: “Sto facendo una bella stagione, ma come ho detto sempre assist e gol a livello personale mi interessano poco. Se portano risultati alla squadra va bene, altrimenti restano fini a sé stessi”.

GARANZIA ESPOSITO. All’Inter e in Nazionale Dimarco sta assistendo alla crescita esponenziale di Pio Esposito: “E’ un ragazzo speciale, già avanti con la testa per la sua età. Ci mette sempre il 100%, sia in partita che in allenamento. Ci sono pochi consigli da dargli, va solo lasciato tranquillo e fatto crescere senza pressione”.