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Lunedì scorso la Nazionale italiana di Powerchair Football non è potuta salire su un volo EasyJet, in partenza da Fiumicino per Glasgow (Scozia), perché la compagnia aerea solo all'ultimo momento ha comunicato l’impossibilità di imbarcare tutte le carrozzine della delegazione, che aveva organizzato la trasferta per partecipare al World Cup Warm Up 2026, un torneo internazionale di preparazione al Campionato del Mondo in programma a ottobre in Argentina.


La Federazione italiana paralimpica Powerchair Sport (FIPPS) ha tenuto a precisare ché già nel mese di aprile aveva avvisato in via ufficiale EasyJet della presenza di sei atleti con disabilità, con la carrozzina utilizzata per la mobilità quotidiana, e della necessità di imbarcare anche sei speciali carrozzine da gioco. Vista la spiacevolissima situazione, il viaggio è stato dunque annullato, privando la squadra di un'importante opportunità sportiva, a dimostrazione di come il diritto alla mobilità delle persone con disabilità non sia purtroppo ancora pienamente garantito.
Un episodio davvero brutto, come ha rimarcato il presidente della FIGC Giovanni Malagò: "Desidero esprimere - ha dichiarato - la mia più sincera solidarietà alla Nazionale Powerchair Football. Anche la FIGC è una federazione paralimpica: per questo ho telefonato al presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis ribadendo la nostra vicinanza alla FIPPS e ai suoi atleti, con i quali in passato abbiamo già collaborato. Lo sport include e abbatte le barriere, non possiamo accettare che a rialzarle siano la burocrazia o la negligenza di qualcuno".


Nel settembre del 2025, in occasione dell'EPFA Nations Cup-European Championships, l'Europeo di Powerchair Football disputato a Lignano Sabbiadoro, la FIGC diede infatti il proprio supporto alla squadra fornendo le maglie azzurre da gioco ufficiali. La Nazionale italiana conquistò con un ottimo terzo posto, che tra l'altro garantì la qualificazione proprio al Mondiale in Argentina del prossino ottobre.
"Quanto accaduto - afferma Andrea Piccillo, presidente FIPPS - non può che generare profonda preoccupazione. Non è accettabile che una Federazione, pur avendo seguito scrupolosamente tutte le procedure richieste per il trasporto degli ausili, debba convivere con l’incertezza di riuscire o meno a far partire i propri atleti. La mobilità non è un favore concesso: è un diritto che deve essere garantito, perché senza mobilità non esistono autonomia, dignità e pari opportunità”.



