9/30/2026
Stagione: 2026-2027
L’ordinamento federale non conosce alcuna «istanza di sollecitazione all’astensione» azionabile dalla parte. L’astensione, ai sensi dell’art. 51 c.p.c., costituisce un dovere del singolo giudice nelle ipotesi tassative di cui al primo comma e una facoltà, subordinata all’autorizzazione del capo dell’ufficio, nelle ipotesi di «gravi ragioni di convenienza» di cui al secondo comma; alla parte è invece riservato il distinto e tipico rimedio della ricusazione, da proporsi nelle forme e nei termini di cui all’art. 52 c.p.c. e limitatamente ai casi di cui all’art. 51, primo comma, c.p.c. Allorché non ricorra una delle ipotesi per le quali può essere richiesta la ricusazione, la sussistenza di ragioni di opportunità idonee a sollecitare l’astensione ai sensi dell’art. 51, secondo comma, c.p.c. è inidonea a incidere non soltanto sulla possibilità per la parte di chiedere la ricusazione dell’organo, ma anche sulla validità dell’atto adottato dal componente dell’organo di giustizia sportiva (CFA, Sez. IV, n. 49/2020-2021). Ne consegue che la censura, comunque la si voglia qualificare, non è idonea a inficiare la decisione impugnata né a paralizzare la potestà decisoria dell’organo adito.
Numero: n. 0042/CFA/2026-2027/A
Presidente: Torsello
Relatore: Papa
Riferimenti normativi: art. 45, comma 7, CGS; artt. 51 e 52 c.p.c.
1. Sono organi del sistema della giustizia sportiva: a) i Giudici sportivi; b) la Corte sportiva di appello; c) il Tribunale federale; d) la Corte federale di appello; e) la Procura federale; f) gli altri organi specializzati previsti dallo Statuto o dai regolamenti federali. 2. Gli organi del sistema della giustizia sportiva agiscono nel rispetto dei principi di piena indipendenza, autonomia e terzietà. 3. Ciascun componente degli organi del sistema della giustizia sportiva, all’atto dell’accettazione dell’incarico, sottoscrive una dichiarazione con cui attesta di non avere rapporti di lavoro subordinato o continuativi di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero altri rapporti di natura patrimoniale o associativa che ne compromettano l’indipendenza con la Federazione o con i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti sottoposti alla sua giurisdizione, né di avere rapporti di coniugio, di parentela o affinità fino al terzo grado con alcun componente del Consiglio federale, impegnandosi a rendere note eventuali sopravvenienze. Nella medesima dichiarazione, ciascun componente attesta altresì l’assenza dell’incompatibilità di cui al successivo comma 4. Informazioni reticenti o non veritiere sono segnalate alla Commissione federale di garanzia per l’adozione delle misure di competenza. 4. La carica di componente di organo di giustizia o dell’ufficio del procuratore presso la Federazione è incompatibile con la carica di componente di organo di giustizia presso il CONI o di componente della Procura generale dello sport, nonché con la carica di componente di organo di giustizia o dell’ufficio del procuratore presso più di un’altra federazione. Presso la Federazione, ferma la incompatibilità con la carica di procuratore, la carica di componente di organo di giustizia sportiva è incompatibile con la carica di componente di organo di giustizia federale, ad eccezione di quanto previsto dall'art. 75, comma 1. 5. I componenti degli organi di giustizia sportiva sono tenuti alla più rigorosa osservanza dei principi di riservatezza e non possono rilasciare dichiarazioni agli organi di stampa ed altri mezzi di comunicazione in ordine ai processi in corso o a quelli nei quali siano stati chiamati a pronunciarsi. 6. I componenti degli organi di giustizia sportiva possono essere assoggettati ai provvedimenti previsti dall'art. 34, comma 3, lett. d) dello Statuto. 7. Ai componenti degli organi del sistema della giustizia sportiva si applicano le norme in materia di astensione e di ricusazione previste dal Codice di procedura civile.