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La Federazione Italiana Giuoco Calcio lancia ‘Speak Out! Il calcio racconta’, la nuova webserie che mostra, da differenti angolazioni, la straordinaria capacità di penetrazione nella società civile dello sport più seguito e praticato in Italia. Il calcio non è solo un gioco ma cultura popolare, uno straordinario strumento di aggregazione e sviluppo. Un linguaggio universale capace di unire diverse generazioni. Per questo, la FIGC ha ideato e realizzato una serie di dieci puntate pubblicate sulla sua piattaforma di Sostenibilità sostenabilia.it (una a settimana, a partire da oggi), dove i protagonisti dialogano e affrontano esperienze e progettualità, toccando le corde di tutte le principali sensibilità dell’epoca contemporanea: rispetto, inclusione, legalità, tutela della salute, educazione e riscatto sociale.
La forza del calcio, infatti, non risiede soltanto nella dimensione agonistica e spettacolare, ma soprattutto nel suo valore sociale: è uno spazio di incontro, di condivisione e di riconoscimento reciproco, in cui le differenze sociali, economiche e culturali possono attenuarsi fino a lasciare il posto a un senso di appartenenza comune. Nella visione della FIGC, il calcio favorisce il dialogo e la costruzione di relazioni, soprattutto nei contesti più fragili e marginalizzati.
In questa ottica, ‘Speak Out! Il calcio racconta’ vuole essere un contributo al cambiamento positivo della società in cui viviamo. Una testimonianza di come il calcio, anche fuori dal terreno di gioco, sia occasione di confronto e di crescita. Il tutto attraverso una semplice struttura narrativa, in cui dieci coppie di personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo, della cultura e della società civile raccontano storie di coraggio e tenacia, mostrando senza filtri le proprie emozioni e le proprie fragilità.
“Grazie alla sua enorme visibilità, alla passione che suscita e alla sua facilità di comunicazione - dichiara il presidente della FIGC Gabriele Gravina - il calcio rappresenta un veicolo privilegiato per la diffusione di messaggi positivi, educativi e sociali. Siamo un potente agente di sviluppo culturale e ci offriamo anche come strumento per veicolare e promuovere progetti che non nascono sui campi di calcio ma che, entrando in contatto con il nostro mondo, contribuiscono alla costruzione di una società più consapevole, solidale e partecipativa”.
Di seguito l’elenco delle puntate di ‘Speak Out! Il calcio racconta’
Episodio 1: Futuro in Campo – Luca Zingaretti e Eugenia Carfora
Luca Zingaretti incontra Eugenia Carfora, la preside che ha trasformato l’Istituto Morano di Caivano in luogo di eccellenza e presidio di speranza e legalità e che, dal novembre 2023, è impegnato in un progetto di alternanza scuola-lavoro con la FIGC presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. Non è "solo" un dialogo tra amici, ma il racconto di un sogno divenuto realtà. Zingaretti, che ha voluto raccontare la forza di Eugenia nella serie "La Preside", scava insieme a lei nelle pieghe di una sfida quotidiana: quella di strappare i ragazzi alla strada attraverso la scuola. Una conversazione intensa, che ci ricorda come la determinazione di un singolo possa cambiare il destino di un’intera comunità.
Episodio 2: Non mi fermo. Sport e diabete – Massimo Ambrosini e Alice Degradi
Massimo Ambrosini, leggenda Azzurra, nel ruolo di padre incontra Alice Degradi, stella del volley, per parlare di diabete di tipo 1. Cosa succede quando la sfida sportiva incrocia quella della vita? Un dialogo intimo che mette a nudo le paure di un genitore e la grinta di un’atleta. Attraverso le loro voci, scopriamo come lo sport e la prevenzione non siano solo strumenti di gestione, ma veri alleati per trasformare una diagnosi in una spinta a non arrendersi. Un racconto che dimostra come, con la giusta informazione, sia possibile proteggere il futuro dei più piccoli e i sogni dei grandi campioni. Perché il diabete è parte del viaggio, ma non decide la meta.
Episodio 3: Roba da matti – Santo Rullo e Volfango De Biasi
Il regista Volfango De Biasi incontra lo psichiatra Santo Rullo, ideatore della Nazionale di calcio per persone con problemi di salute mentale, per raccontare l’esperienza di “Crazy for Football”. Non è solo cinema e sport, ma la sfida di chi usa un gioco per superare ogni confine. Un dialogo che ci porta sul campo, dove la vera vittoria non è il risultato, ma la consapevolezza che la “follia” più grande sia restare a guardare. Un racconto potente su come lo sport possa restituire a tutti un ruolo da protagonisti.
Episodio 4: Bullo, ti scrivo – Leonardo Bonucci e Mirko Cazzato
Leonardo Bonucci, Campione d’Europa con gli Azzurri nel 2021, incontra Mirko Cazzato, il giovane fondatore di “MABASTA! Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti”, per trattare il tema del bullismo. Bonucci racconta la sua personale esperienza di vittima quando era ancora un bambino: una ferita che lo ha spinto a scrivere un libro per aiutare chi oggi vive la stessa situazione.
Attraverso il loro dialogo, scopriamo che per fermare il bullismo non servono superpoteri, ma la capacità di fare squadra e non restare in silenzio. Un racconto che ci ricorda che nessuno deve essere lasciato solo, né in campo né tra i banchi di scuola.
Episodio 5: Una squadra, un quartiere – Massimo Vallati e Massimiliano Monnanni
Massimo Vallati e Massimiliano Monnanni: da una parte il Calciosociale a Corviale, dall’altra l’Asilo Savoia a Montespaccato. Due quartieri romani e due realtà che hanno deciso di non abbassare la testa. A Montespaccato la società è stata sequestrata alla criminalità organizzata e restituita ai ragazzi del quartiere per farne un presidio di legalità. Insieme al “Campo dei Miracoli” di Vallati, queste esperienze dimostrano che si può strappare il territorio dalle mani della malavita partendo proprio da un pallone da calcio. Una conversazione che, anche grazie alla collaborazione di Istituzioni come la FIGC, mette in luce la fatica e l’orgoglio di chi ha deciso di trasformare le periferie in luoghi dove il futuro non è più un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti.
Episodio 6: Yes, we can – Giorgio Chiellini e Iacopo Fossi
Giorgio Chiellini, gloria Azzurra, capitano della Nazionale e Campione d’Europa nel 2021, e lo psicoterapeuta Iacopo Fossi mostrano come il calcio sia uno straordinario strumento di inclusione. L'impegno di Giorgio con gli Insuperabili, protagonisti dei campionati della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, garantisce ai ragazzi con disabilità il diritto al calcio con la massima serietà. Questa visione si fonde con il valore di Quarto Tempo Firenze, l’associazione di Iacopo che trasforma il campo in una vera e propria scuola di autonomia per giovani con diverse abilità. Insieme dimostrano che l’inclusione passa dai fatti: attraverso il gioco di squadra i ragazzi imparano a stare nel gruppo e a superare i propri limiti, vivendo lo sport con lo stesso orgoglio e la stessa dignità dei professionisti. Per Chiellini e Fossi, il calcio è un’opportunità concreta dove non contano le difficoltà individuali, ma solo la possibilità di partecipare e sentirsi parte di una realtà comune, portando i valori imparati in campo direttamente nella vita di tutti i giorni.
Episodio 7: Oltre le barriere – Gianluca Guida e Romolo Cimini
Gianluca Guida, direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida, incontra Romolo Cimini, soprintendente della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Lanciano e allenatore della Libertas Stanazzo Calcio a 5, squadra composta dai detenuti della struttura che partecipano ad un campionato ufficiale della Lega Nazionale Dilettanti. Mentre Cimini racconta la sfida di guidare sul campo una squadra che ogni weekend esce dal carcere per confrontarsi con il mondo esterno, Guida spiega l’importanza del progetto educativo “Zona luce”, supportato dalla FIGC, a Nisida, dove lo sport diventa uno strumento fondamentale per la crescita, il recupero e il reinserimento dei ragazzi. A queste voci si unisce la testimonianza di un giovane detenuto a Nisida, che racconta la propria storia, il suo amore per il calcio e il desiderio di riscatto attraverso un sogno da inseguire. Un episodio che entra nelle carceri per mostrare come lo sport possa offrire una possibilità, dando voce a chi cerca di cambiare il proprio domani ripartendo da un campo da calcio.
Episodio 8: La storia siamo noi – Matteo Marani e Silvia Marrara
Matteo Marani, presidente della Fondazione Museo del Calcio, e Silvia Marrara, capo dell’Ufficio per la Diplomazia Sportiva della Farnesina, spiegano come lo sport sia uno dei linguaggi più efficaci per raccontare l’Italia nel mondo. Marani descrive il Museo di Coverciano non come una semplice raccolta di trofei, ma come il custode di una memoria collettiva che rappresenta l’identità profonda del nostro Paese. Questo racconto si intreccia con l’attività di Silvia Marrara, impegnata a promuovere l’immagine e i valori dell’Italia all’estero proprio attraverso lo sport. Un esempio concreto di questa sinergia è stata la tappa alla Farnesina di “Sfumature d’Azzurro”: la mostra itinerante della FIGC che ha portato i cimeli storici del Museo nelle sedi diplomatiche, confermando quanto la tradizione sportiva sia parte integrante della nostra cultura. L’obiettivo è mostrare come la storia della Nazionale sia un legame vivo tra l’Italia e l’estero. Attraverso il Museo e i progetti di diplomazia sportiva del MAECI, lo sport diventa lo strumento per far sentire ogni italiano orgoglioso delle proprie radici e per presentare al mondo un Paese unito e ricco di valori comuni.
Episodio 9: Rinascite – Roberta Beolchi e Andrea Carnevale
Roberta Beolchi, presidente della Associazione Edela, e l’ex calciatore Andrea Carnevale, che ha vestito la maglia Azzurra nel mondiale del ’90, affrontano il dramma del femminicidio e il destino degli orfani di questo tipo di delitti. Mentre la Associazione Edela, che annovera tra i suoi sostenitori anche la FIGC, lavora ogni giorno per offrire supporto concreto e tutela agli orfani di femminicidio e alle loro famiglie affidatarie, la storia di Carnevale testimonia la forza del riscatto. Dopo l’uccisione della madre per mano del padre, per Andrea il calcio non è stato solo una carriera, ma la possibilità concreta di farsi carico dei suoi cari e trasformare una tragedia in una missione di amore e responsabilità familiare. L’esperienza personale di Andrea Carnevale e l’impegno della Associazione Edela sottolineano entrambe quanto sia vitale non voltarsi mai dall’altra parte e quanto solo la cultura della prevenzione può evitare che il dolore distrugga il presente e il futuro di intere famiglie.
Episodio 10: Oltre il silenzio – Vincenzo Fuoco e Rocco Briganti
Mettere al centro la protezione dei ragazzi significa, prima di tutto, rompere il silenzio. In questo episodio, Vincenzo Fuoco, tecnico del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, mette a disposizione la propria sensibilità, maturata attraverso un percorso di vita che lo ha visto affrontare da vicino le fragilità del sistema sportivo durante gli anni della sua crescita. Quel vissuto personale è oggi la spinta principale del suo impegno attivo nel sensibilizzare il sistema, affinché i ragazzi di oggi possano muoversi in un contesto tutelato e trasparente. Il dialogo si sviluppa insieme a Rocco Briganti, responsabile del Safeguarding dell’Atalanta, che descrive il lavoro necessario per rendere le società sportive dei luoghi realmente sicuri. Al centro del suo intervento c’è l’attenzione verso il benessere psicofisico degli atleti e la qualità delle figure professionali che li accompagnano: non basta allenare il talento, occorre vigilare costantemente su chi lavora a contatto con i minori. Da questo incontro emerge come la tutela non sia un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva che necessita un approccio culturale, organizzativo e tecnico in grado di assicurare ai giovani calciatori e alle giovani calciatrici un’esperienza sicura, in un ambiente positivo e professionale.

