PHOTO
Due partite, due gol. Dentro quelle due realizzazioni, però, c’è qualcosa di più: un’idea di calcio. Quella di un attaccante che non vuole semplicemente occupare l’area di rigore, ma dominarla. Ciro Schetter, classe 2011 della Juve Stabia, ha iniziato il suo percorso nel Campionato Nazionale Under 16 Serie A e B lasciando subito il segno.
Prima un gol al Catanzaro, nella prima giornata, al Centro Tecnico Federale. Una partita che sembrava sfuggire di mano e che Ciro ha rimesso in equilibrio, firmando la rete del definitivo 2-2 al 62’. Poi uno all’Ascoli, una settimana dopo, al Centro Sportivo ‘Picchio Village’. È un suo gol ad aprire il successo per 3-0 delle Vespe, che vale il quarto posto in classifica nel Girone C con 4 punti, al pari di Empoli e Lecce. Due reti diverse, unite dalla stessa caratteristica: farsi trovare pronto quando la partita chiama.
Ciro è una prima punta. Lo è sempre stato. Un ruolo che sente, che riconosce come suo e che oggi ricopre con un obiettivo ben preciso: “Voglio fare bene, per aiutare la squadra, magari arrivando in doppia cifra”. Non solo numeri, però. Perché il suo desiderio viaggia in parallelo con quello dei suoi compagni, con cui vuole provare a centrare un sogno chiamato play-off.
Una mentalità che racconta anche il suo percorso. Ciro ha iniziato a giocare a calcio all’età di 7 anni, nella Soccer Majella, club dilettantistico campano, per poi trasferirsi, cinque anni più tardi, nella Pasquale Foggia, società dell’ex calciatore di Lazio e Reggina e attuale direttore sportivo del Pescara, dove è rimasto fino ai 14 anni. Poi, lo scorso gennaio, il passaggio al professionismo, al Benevento, con cui ha realizzato 6 reti e contribuito al raggiungimento dei quarti di finale del Campionato Nazionale Under 15 Serie C, prima di arrendersi al Monopoli nella doppia sfida di andata (sconfitta 1-0 in trasferta) e ritorno (1-1 casalingo). Un percorso breve, ma sufficiente per accompagnarlo verso una nuova dimensione.


Dietro la sua crescita, poi, ci sono riferimenti, modelli e, più semplicemente, calciatori da osservare. Nel caso di Ciro sono tre e ognuno racconta qualcosa: “Il mio idolo è Dries Mertens. In Nazionale mi ispiro a Pio Esposito, mentre nel mio club guardo a Giuseppe Sibilli”.
Tre nomi, tre interpretazioni del ruolo, ma soprattutto tre fonti d’ispirazione per un ragazzo che sta ancora costruendo il suo modo di stare in campo.
Per comprendere da dove nasce questa passione, però, dobbiamo tornare indietro. Non a uno stadio, ma a un quartiere. “Fin da piccolo – confessa Ciro – mi è sempre piaciuto giocare a calcio, soprattutto sotto casa con i miei amici. È lì che ho capito che sarebbe stata la mia passione”.
Prima ancora della tattica, quindi, c’era il gioco, il divertimento. Prima della maglia per cui giocare, il pallone con cui farlo. E dentro questa storia c’è anche un’importante componente familiare. “Mio padre – racconta Ciro – è stato un calciatore”. Il papà Antonio, classe 1982, è infatti stato un’ala ed è arrivato fino alla Serie B, indossando le maglie di Empoli, Latina, ma soprattutto del Messina (30 presenze e 1 gol).
Un’eredità importante, ma anche un punto di partenza dal quale costruire un percorso personale, con l’aiuto di mamma Antonia e della sorella Aurora, quattro anni più grande.
Due partite, due gol. Il punto di partenza di un campionato appena iniziato. La strada è ancora lunga, vero, ma Ciro Schetter ha già scelto il modo in cui vuole percorrerla: con il pallone tra i piedi, lo sguardo verso la porta e un obiettivo dichiarato: portare la Juve Stabia agli ottavi a suon di gol.
STORIA. Ciro Schetter nasce l’8 febbraio 2011 a Napoli da papà Antonio, ex calciatore professionista, e mamma Antonia. Inizia a giocare a calcio all’età di 7 anni nella Soccer Majella, società dilettantistica campana, per poi passare all’Academy Pasquale Foggia, società di proprietà dell’ex calciatore di Lazio e Reggina e attuale direttore sportivo del Pescara, nel febbraio 2023. Lo scorso gennaio arriva la chiamata dei professionisti, entrando a far parte del vivaio del Benevento, prima di trasferirsi alla Juve Stabia nell’estate dello stesso anno. In maglia gialloblù, in questa stagione ha già segnato due reti in altrettante partite nel Girone C del Campionato Nazionale Under 16 Serie A e B, con la formazione allenata da Simone Fici.


