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Ci sono partite che valgono tre punti. E poi ce ne sono altre che, indipendentemente dalla classifica, diventano una data da ricordare.
Domenica 30 agosto, all’Antistadio ‘Guido Tavellin’ di Verona, il Como ha giocato la prima partita della sua storia nel Campionato Nazionale Under 18 Professionisti. Una pagina bianca, prima ancora che una stagione. Novanta minuti nei quali ogni episodio aveva il privilegio di poter diventare il primo.
Il primo gol, il primo vantaggio, il primo sorriso. E, in mezzo a tutto questo, Francesco Paolo Lembo. Classe 2009, trequartista, cresciuto tra Varese e Accademia Calcio Como. È stato lui a mettere la firma sulla prima riga della storia del club lariano nella categoria. Minuto 35: il Como passa. E quel gol, al di là del risultato, diventa un piccolo frammento di eternità calcistica. Poi arriva il 66’: ancora Lembo.
Se il primo gol era stato una firma, il secondo è una conferma. Successivamente Leonardo Casati, arrivato in estate dal Monza, ha fatto quello che nel calcio sanno fare i compagni che condividono la stessa fame: segnare una doppietta anche lui. Alla fine è 4-2 per il Como contro l’Hellas Verona di Francesco Caldana. Quattro gol, dunque. Ma i primi due appartengono a Francesco.
E forse c’è qualcosa di simbolico nel fatto che a scrivere l’inizio di questa storia sia stato un ragazzo che, per arrivare fin qui, ha cambiato pelle diverse volte.
A quattro anni aveva già un pallone intorno. Non è una metafora costruita a posteriori: sono i suoi genitori a raccontargli che, da piccolissimo, difficilmente faceva qualcosa senza averne uno vicino. Il calcio, prima ancora di essere una scelta, era una presenza.
Lo racconta lo stesso Francesco, ripensando ai primi anni: “I miei genitori mi hanno sempre raccontato che sin da piccolissimo ho sempre avuto un pallone intorno a me da calciare, non facevo mai nulla senza averne uno con me”.
A quattro anni arriva il Varese. Dai quattro ai sette anni, i primi passi. Poi l’Accademia Calcio Como, dagli otto agli undici. Infine il Como, dai dodici anni fino a oggi. Una traiettoria che racconta una geografia calcistica precisa: Varese, Como, il territorio, la crescita, l’idea di arrivare un giorno a giocare partite che contano.
Alle sue spalle c’è una famiglia che ha accompagnato questo percorso fin dall’inizio. I suoi genitori, Smeraldo e Marianna, hanno visto crescere quel bambino che aveva quasi sempre un pallone tra i piedi e che oggi si ritrova ad aver scritto, con una doppietta, le prime due righe della storia del Como Under 18.
Francesco, negli anni, ha imparato anche a cambiare posizione in campo. All’inizio attaccante. Successivamente esterno, sia a destra che a sinistra. Infine trequartista. Il calcio giovanile gli ha chiesto di imparare più lingue dello stesso idioma: giocare vicino alla porta, allargarsi, partire dalla fascia e muoversi tra le linee. Ogni ruolo gli ha lasciato qualcosa.
“Ho cambiato diversi ruoli – confessa –: ho iniziato giocando come attaccante, passando poi ad essere impiegato come esterno sia a destra che a sinistra. Negli ultimi anni ricopro il ruolo di trequartista”.
Forse è anche per questo che oggi il gol sembra appartenergli indipendentemente dalla casella tattica nella quale viene collocato.


Il suo record personale è di 15 reti. Un numero che quest’anno vorrebbe superare. Ma prima ancora del numero c’è il verbo che utilizza quando parla dei suoi obiettivi: crescere.
“Personalmente, in questa stagione, vorrei crescere e migliorare il più possibile. Il numero massimo di gol che ho segnato in una stagione è 15 (realizzato in Under 14 nella stagione 2022/2023, ndr) e mi piacerebbe provare a superarlo”.
Quindici è il numero da superare. Non il limite da accettare.
Il Como, invece, sogna qualcosa di più grande. “Siamo una squadra forte – specifica Francesco –, che vuole crescere come gruppo, partita dopo partita. Possiamo puntare a fare bene in campionato. Sia noi giocatori sia lo staff lavoreremo duramente per provare a vincerlo”.
Una frase che restituisce bene la dimensione collettiva di una squadra che, proprio a Verona, ha inaugurato la propria storia con una vittoria. E allora la doppietta di Francesco assume un ulteriore significato. Non è solamente una bellissima prestazione individuale. È il primo capitolo di una squadra che deve ancora capire quale trama vuole raccontare.
Francesco, però, una cosa l’ha già capita. Il calcio ha bisogno di modelli. E lui ne sceglie tre, quasi come tre tappe diverse dello stesso viaggio. Diego Armando Maradona “per tutto ciò che il calcio può rappresentare quando un talento diventa leggenda”. Francesco Totti “per ciò che significa essere simbolo di una città”. Infine Nico Paz “per ciò che rappresenta per il Como”, un riferimento più vicino, contemporaneo, tangibile. Tre nomi. Tre epoche. Tre modi differenti di stare dentro una partita. Con un minimo comun denominatore: il numero 10.
E chissà che, in futuro, Francesco Paolo Lembo non possa diventare a sua volta un riferimento per qualcun altro. Perché quel pomeriggio a Verona gli ha dato una cosa che nessun paragone può regalare: una storia tutta sua.
L’Under 18 del Como non aveva ancora segnato un gol nella sua storia. Al minuto 35, Francesco ha cambiato questa frase per sempre.
L’Under 18 del Como non aveva ancora avuto un giocatore capace di segnare una doppietta nella sua storia. Al minuto 66, Francesco ha cambiato anche questa.
Il resto del match l’hanno fatto Casati, con altri due gol, gli altri compagni, il lavoro dello staff e un gruppo capace di imporsi 4-2 in trasferta all’esordio.
Ma quando, tra qualche anno, qualcuno andrà a cercare il tabellino della prima partita del Como nel Campionato Nazionale Under 18 Professionisti, troverà inevitabilmente quel nome due volte: 35’ Lembo, 66’ Lembo. Due gol. Due prime volte. Due righe di storia.
E forse il bello del calcio giovanile è proprio questo: non sai mai, mentre stai giocando, quali saranno i momenti che un giorno qualcuno ricorderà.
Francesco Paolo Lembo, invece, adesso lo sa: il primo gol della storia del Como nel Campionato Nazionale Under 18 Professionisti porta il suo nome. E anche il secondo.
STORIA. Francesco Paolo Lembo nasce il 23 giugno 2009 a Torre del Greco, in provincia di Napoli, da papà Smeraldo e mamma Marianna. Inizia a giocare a calcio all’età di quattro anni nel Varese, per poi trasferirsi all’Accademia Calcio Como nell’agosto 2018, prima di entrare a far parte del vivaio del Como l’anno successivo. Con i lariani, in questa stagione, ha segnato due reti all’esordio nel Campionato Nazionale Under 18 Professionisti (Hellas Verona-Como 2-4, 30 agosto), dopo aver realizzato 12 reti in 26 partite, tra Girone B e Play-Off, nello scorso Campionato Nazionale Under 17 Serie A e B.


