PHOTO
C’è un momento, quando sei bambino, in cui il calcio smette di essere esclusivamente un gioco. Per Gianmarco Menicagli quel momento è arrivato all’età di quattro anni, tra i campi dell’Academy Livorno. Non c’era ancora nulla di ufficiale, ma già si intuiva qualcosa: correre dietro a un pallone era più di un passatempo, era un modo per imparare a muoversi nella vita.
E se gli chiedi di ricordare quel periodo, lui sorride e racconta di suo nonno materno, che lo accompagnava agli allenamenti e gli trasmetteva la passione per questo sport. Forse lì, tra le mani di chi aveva giocato da giovane e i suoi sogni da bambino, si è accesa la scintilla.
Gli inizi all’Orlando Calcio, all’Academy Livorno, al Livorno, e poi la svolta: l’Empoli. Oggi sono quattro stagioni in azzurro, e Gianmarco non è più un bambino, ma un centrocampista che non passa inosservato. Non solo per la tecnica, per la visione di gioco o per la capacità di inserirsi negli spazi, ma anche per quei numeri che fanno girare la testa: 7 reti in 8 partite (616 minuti giocati) nel Girone C del Campionato Nazionale Under 15 Serie A e B, e la sensazione costante di poter dare qualcosa in più alla squadra. “Onestamente non mi aspettavo questi numeri – ammette –, ma sapevo di poter essere d’aiuto ai miei compagni”.


Gianmarco non sogna in piccolo. I suoi obiettivi personali sono chiari: “crescere come calciatore e come persona, aiutare la squadra”, e, perché no, indossare un giorno la maglia della Nazionale maggiore. Quelli di squadra, invece, sono altrettanto concreti: “continuare a essere un gruppo unito, migliorare partita dopo partita”, e affrontare il campionato con l’umiltà di chi sa che la strada è ancora lunga.
E se gli chiedi dei suoi idoli, Giammarco risponde con grande naturalezza: Pietro Pellegri dell’Empoli, “attaccante veramente forte”, e Kenan Yıldız, trequartista della Juventus, che osserva con attenzione “perché mi piace molto e gioca nel mio stesso ruolo”.
Il calcio, però, non è solamente numeri e statistiche per Giammarco. È un’eredità di famiglia: il padre Matteo, la madre Selene, che lo sostengono sempre, e, soprattutto, il fratello più piccolo Giorgio, classe 2015, che corre dietro a un pallone proprio nell’Empoli, come lui.
Se si osserva, poi, il suo modo di giocare, il sacrificio negli allenamenti e la gioia di segnare un gol o servire un passaggio decisivo, si nota qualcosa di raro: c’è determinazione, sì, ma anche leggerezza. C’è la capacità di sentirsi a proprio agio sotto pressione, di muoversi tra le linee senza perdere mai lucidità. È la cifra di chi sa che il calcio, alla fine, non è solo vincere, ma capire chi sei mentre giochi.
E mentre la stagione continua, Gianmarco Menicagli resta quel centrocampista classe 2011 che corre, segna e sogna. Un ragazzo che sa che il futuro non è scritto, ma che ha già imparato a scrivere le prime righe della sua storia.
STORIA. Gianmarco Menicagli è nato il 7 luglio 2011 a Livorno, da papà Matteo e mamma Selene. Comincia a giocare a calcio all’età di quattro anni nell’Orlando Calcio, società dilettantistica livornese, per poi trasferirsi all’Atletico Livorno Academy l’anno successivo. Dopo un anno e mezzo, però, arriva la chiamata dei professionisti da parte del Livorno, dove rimane dal dicembre 2018 all’agosto 2021. Ritorna per una stagione e mezza all’Academy Livorno, prima del trasferimento all’Empoli nel dicembre 2022.
In maglia azzurra, in questa stagione, è il miglior realizzatore dell’Under 15, allenata da Alessio Gambirasio, con 7 gol in 8 apparizioni (616 minuti giocati).


