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C’è un difensore che aspetta. E poi ce n’è uno che sceglie. Sceglie il tempo, lo spazio e il momento in cui rompere l’equilibrio. Tommaso Adreveno, classe 2011, difensore della Sampdoria Under 15, è uno che sceglie. E quando scegli bene, il calcio ti restituisce qualcosa.
9 gol in 16 partite, per un totale di 1.232 minuti giocati nel Girone A del Campionato Nazionale Under 15 Serie A e B. Numeri che sorprendono solo chi guarda il ruolo prima del giocatore. "A dire il vero non mi aspettavo di segnare così tanto – confessa Tommaso – e sono molto contento del mio rendimento personale fino a oggi”. Dentro quella frase c’è già tutto: consapevolezza, ma zero presunzione.


Il suo viaggio parte lontano dai riflettori. "Ho iniziato a giocare a cinque anni nella Polisportiva Golfo del Tigullio”. Due anni di pallone genuino, poi la Lavagnese: “Ci sono rimasto per tre stagioni, fino a quando, a dieci anni, sono stato selezionato dalla Sampdoria”. Una crescita graduale, senza salti forzati. Come dovrebbe essere.
I blucerchiati, per Tommaso, non sono solamente un approdo tecnico. Sono una storia che nasce molto prima. "La scintilla è scattata quando mia mamma mi ha portato al Ferraris a vedere la Samp per la prima volta: avevo due anni”. Due anni. Eppure il ricordo è nitido. “La cosa che mi ha entusiasmato di più è stata la tifoseria: uno spettacolo, davvero un dodicesimo uomo in campo”. Prima ancora del pallone, l’emozione. Prima ancora del gioco, il senso di appartenere a qualcosa di più grande.
In campo Tommaso è un difensore moderno, ma con radici profonde. Sa difendere, certo. Ma soprattutto sa leggere. Capisce quando è il momento di restare e quando è il momento di andare. E quando va, lo fa con convinzione. I gol arrivano così: non per caso, ma per istinto e coraggio.
Il futuro non è un peso, è una direzione. "Il mio obiettivo principale è crescere – spiega – nella speranza un giorno di riuscire a vestire la maglia della Prima Squadra al Ferraris”. Poi sorride e aggiunge: “E perché no, magari segnare sotto la Gradinata Sud”. Non un sogno astratto, ma una scena precisa, quasi già vista.
Anche quando parla di squadra, Tommaso mette sempre il ‘noi’ davanti. "Gli obiettivi stagionali sono quelli di continuare a crescere come gruppo – dice – e provare ad arrivare ai play-off”. Il gruppo come base. Il risultato come conseguenza.
I modelli, poi, raccontano la sua sensibilità calcistica. "Il mio calciatore preferito è Messi, per il suo talento puro”. E poi la Samp nel cuore: “In Prima Squadra ho amato Quagliarella, per le sue qualità tecniche e il suo senso di appartenenza”. Talento e fedeltà. Fantasia e identità. Coordinate precise.
Dietro c’è una famiglia normale, ed è forse il dettaglio più importante. Il papà Matteo, la mamma Barbara – quella a cui deve l’amore per la Samp – e la sorella Sofia, più piccola di due anni. Nessuna pressione, nessuna eredità sportiva. Solo equilibrio. Solo sostegno.
Tommaso Adreveno è un difensore che non si limita a proteggere, ma partecipa. Uno che gioca con la testa prima che con i piedi. E nel calcio, quando un ragazzo così comincia a segnare, non è un’anomalia. È un segnale.
STORIA. Tommaso Adreveno è nato il 6 ottobre 2011 a Genova da papà Matteo e mamma Barbara. Comincia a giocare a calcio all’età di 5 anni nella Polisportiva Golfo del Tigullio, società dilettantistica ligure, per poi trasferirsi alla Lavagnese nell’estate del 2018. Dopo tre stagioni in bianconero, entra a far parte del vivaio della Sampdoria, con la quale, quest’anno, con l’Under 15 allenata da Nicolò Buono, ha realizzato 9 reti in 16 partite (1.232 minuti giocati).


