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È stato assegnato il premio di laurea intitolato a ‘Mario Sconcerti’, fortemente voluto dalla Fondazione Museo del Calcio “per onorare la grandezza di uno dei più grandi giornalisti sportivi del dopoguerra”, come ha voluto sottolineare il presidente del museo di Coverciano, Matteo Marani.
“Abbiamo istituito questa borsa di studio – ha proseguito Marani – unendo tre amori di Sconcerti come la Storia, lo sport e Firenze. Voglio ringraziare i consiglieri della Fondazione Museo del Calcio per aver accettato l’idea di creare un premio per omaggiare il ricordo di un intellettuale del nostro sport, che non a caso fa parte della Hall of Fame del calcio italiano”.
A vincere il premio di laurea – finanziato interamente dal Museo del Calcio e indetto dall’Università degli Studi di Firenze – è stato Lorenzo Topello, che ha completato il proprio percorso di studi magistrali in ‘Strategie della Comunicazione pubblica e politica’ con la tesi dal titolo ‘Calcio e politica: Brasile e Argentina (1945-2022)’. L’opera è stata scelta dalla commissione esaminatrice - di cui faceva parte anche Marina Sconcerti, figlia di Mario – come la più meritevole, secondo il titolo del premio di laurea che era ‘Leggere il calcio: fonti e strumenti per la ricerca storica attraverso il giornalismo sportivo’.
“Sono felicissimo. Certo, ci speravo… ed è stata una gioia enorme vincere: sono ancora a festeggiare in famiglia!” ci ha confidato, con una voce ancora emozionata per quanto successo, Lorenzo Topello. Nella sua tesi, Topello riporta tra l’altro degli interrogativi posti dallo scrittore argentino, Osvaldo Bayer, che ben evidenziano il rapporto tra calcio e cultura, in un binomio a volte bistrattato, spesso sottovalutato e analizzato invece con cura nella tesi vincitrice: “Perché il calcio non può essere un tema per uno storico, per un sociologo o per uno studioso di Scienze Politiche? Forse non fa parte della vita questo strano e magico influsso esercitato sul mondo intero da ventidue giocatori e una palla?”.


Nell’immagine di copertina, la penna di Mario Sconcerti – su cui sono ben visibili le iniziali M ed S – donata al Museo del Calcio quando il giornalista è entrato, postumo, a far parte della Hall of Fame del calcio italiano


