Giorgio Scalvini ha solo 22 anni, ma sembra già un veterano. Forse perché è ormai già da quattro anni nel giro azzurro o forse perché è un ragazzo più maturo dell’età che ha. Quel che è certo è che la sua storia con l’Italia - iniziata facendo tutta la trafila nelle giovanili - è stata finora piuttosto travagliata, dall’Europeo saltato due anni fa a causa della rottura del crociato a pochi giorni dalla partenza per la Germania fino all’amara nottata di Zenica, quando ha vissuto dalla tribuna la mancata qualificazione al Mondiale: “Penso che questo sia un anno di cambiamento - ha dichiarato in conferenza stampa - dove allo stesso tempo posso imparare tanto. Mi piacerebbe essere al 100% sotto ogni punto di vista per dare tutto con il club e con la Nazionale”.

IL LEGAME CON MANCINI. Il suo percorso in maglia azzurra è iniziato proprio con Mancini, che nel giugno 2022 a Mönchengladbach lo fece esordire a 18 anni e mezzo nella sfida di Nations League persa 5-2 con la Germania: “Con il mister mi sono sempre trovato benissimo, mi piace la trasparenza con cui mi dice le cose oltre al bagaglio calcistico che ha. Quando ho esordito ero molto giovane, non sapevo bene cosa potermi aspettare. Quello che vedo ora, anche se siamo solo all’inizio, è che cerchiamo di avere un’identità. Mancini vuole una squadra che cerchi di dominare la partita e ci dice di divertirci”.

 

Giorgio Scalvini in azione a Bursa: in Turchia il difensore azzurro ha disputato la sua decima partita con la maglia della Nazionale

NUOVA RIPARTENZA. A Bursa l’Italia ha spazzato via le incertezze dell’esordio in Nations League con il Belgio, mostrando quei fraseggi e quel gioco relazionale che avevano contraddistinto la prima Italia targata Mancini: “La vittoria con la Turchia ci ha dato la consapevolezza che siamo una squadra forte, che abbiamo le capacità di giocare bene a calcio e vincere. I senatori stanno aiutando tanto noi giovani ed è molto importante, fa capire il vero spirito dell'Italia e della Nazionale. Il gruppo è fantastico, ci stiamo trovando molto bene”. In coppia con Bastoni, altro prodotto del vivaio atalantino a cui è stato spesso accostato, il difensore fresco di rinnovo con la Dea ha giocato una gara accorta e senza sbavature: “Giocare con la linea a quattro con Sarri mi aiuta, più imparo e meglio è”. Ha imparato e tanto da gente come Chiellini e Bonucci: “Sono leggende del calcio, sono fortunato ad aver condiviso degli allenamenti con loro e ad avere ancora Bonucci nello staff”.

IL CRASH TEST FRANCESE. Venerdì a Parigi il livello si alzerà, la difesa azzurra sarà chiamata a fare gli straordinari: “La Francia è una squadra fortissima, tra le miglior al mondo e soprattutto in attacco hanno una qualità e una velocità superiore a tutti. Noi siamo positivi, coraggiosi. Siamo l’Italia e cercheremo di fare del nostro meglio, giocando a viso aperto. Confrontarci con una squadra così forte è anche un ottimo modo per capire a che punto siamo”.