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“La fiducia è illimitata, per me è come se i giocatori fossero miei cari. Voglio bene a questi ragazzi qualsiasi sia il risultato, perché sono ragazzi speciali”. Silvio Baldini lo dice a 24 ore dalla sfida decisiva contro la Polonia, con in palio la qualificazione diretta alla fase finale dell’Europeo, ma lo fa senza mettere le mani avanti. Lo dice con sincerità, non affidandosi al risultato per eventuali giudizi: “Ho già detto ai ragazzi che non lo vedrò per dire se sono bravi o no: sono speciali, e me lo dimostrano in ogni momento. In un momento particolare della mia vita mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale e felice di fare quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli, per me sono una grande ricchezza tecnica e interiore”.


La squadra, che giovedì lo ha ripagato con la vittoria in extremis in Armenia al termine di una partita che sembrava stregata, spera di farlo anche domani allo stadio ‘Adriatico’ di Pescara (ore 18.15, diretta Rai2), con oltre 7.000 biglietti emessi (sono in vendita anche i tagliandi della curva Sud), in una città che evoca splendidi ricordi all’allenatore toscano: proprio all'Adriatico, nel giugno di un anno fa, il Pescara di Baldini conquistò la promozione in Serie B grazie al successo ai rigori sulla Ternana. “Paragonando le due partite – prosegue Baldini –, penso che sarà più facile domani sera. Quella notte ci mancavano tanti giocatori, ma il destino scelse noi. Domani dal punto di vista del gioco e dei valori abbiamo più possibilità. La cosa importante è che i giocatori percepiscano uno stadio in cui c’è la magia, con un grande tifo. Conta vincere, ma conta anche capire dove sei: i giocatori dell’Under 21 si ricorderanno che Pescara è una città speciale, una città che ama il calcio”.


In caso di vittoria con due gol di scarto, condizione necessaria per andare alla fase finale senza passare per i playoff o per i calcoli legati alla miglior seconda, l’Italia si ricorderà anche il gol di Cisse a Yerevan: “Ho detto alla squadra che partite come quella di giovedì esistono e spesso si perdono: sono stati bravi a vincerla perché sono un grande gruppo, che per 15 giorni si è allenato con grandissimo impegno e professionalità. C’è la convinzione che domani vinceremo, affrontando l’avversaria con il giusto spirito, senza risparmiarsi”.


Tanta voglia, zero pretattica, con Baldini che nella conferenza stampa della vigilia ha anche annunciato la formazione: Palmisani sarà il portiere, davanti a lui Ahanor (aggregatosi nei giorni scorsi dopo aver iniziato la ‘finestra’ internazionale con la Nazionale A), Comuzzo, Chiarodia e Bartesaghi, al rientro dalla squalifica; Pisilli, Faticanti e Ndour saranno i centrocampisti, con Liberali, Cisse e Koleosho nel tridente offensivo. “Titolari, però, è una brutta parola: questi sono quelli che saranno utili nel primo tempo, contro una Polonia che credo giocherà come all’andata, cercando in campo aperto di tirare fuori i nostri difensori centrali”.
Quella di domani sarà una giornata tutta azzurra: prima l’Under 21, poi la Nazionale maggiore, guidata a giugno proprio da Baldini. “Sono stato felice di essere stato scelto per quelle due amichevoli, il mio scopo era dare un premio a questi ragazzi che alleno – spiega –. Mancini ha dimostrato spessore e di essere un grande tecnico, riuscendo a ribaltare tutta la negatività, e questo lo può fare soltanto chi nasce leader. E Mancini è nato leader”.


