Ci sono attaccanti che aspettano la partita. E poi ci sono quelli che la sentono prima. Diego Perillo, centravanti dell’Empoli e della Nazionale Under 17, è così: non rincorre il pallone, lo attira a sé.

Prato. 17 marzo 2009. Un bambino, un campo e una semplice idea: fare gol. Alla Vaianese Impavida Vernio non nasce solamente un numero 9. Nasce un bomber.

"Quando ho iniziato – confessa Diego – volevo soltanto giocare e mi veniva naturale cercare sempre il gol”.

Questa frase, se la leggi bene, è già una dichiarazione di identità. Perché certi giocatori non si costruiscono: si riconoscono. Arriva dunque il Prato, poi la Maliseti Tobbianese. Passaggi rapidi, quasi fisiologici, come se il sistema cercasse di capire dove collocarlo. E alla fine, la collocazione arriva: l’Empoli.

Il vivaio toscano, da sempre, ha un’idea chiara, un linguaggio. E Diego lo parla.

"Qui ho imparato a pensare prima di ricevere il pallone – racconta –, perché il mio ruolo non è solamente segnare”.

Ecco. Questo è il punto. Perché il dato – 19 reti in 20 partite – è importante, ma il modo in cui ci si arriva è l’aspetto veramente importante. Diego attacca lo spazio, ma soprattutto lo legge. È costantemente dentro la partita.

Diego Perillo
Diego Perillo
Diego Perillo, attaccante dell'Empoli e della Nazionale Under 17

"Segnare è bellissimo – ammette –, ma se non giochi per la squadra è fine a se stesso”.

Un pensiero da adulto. Un concetto da attaccante moderno. In Nazionale, nel primo turno delle qualificazioni europee, andate in scena a ottobre in Estonia, i gol sono stati due, in tre apparizioni. Il secondo, che ha regalato il successo per 2-1 contro l’Ucraina, è valso il passaggio del turno all’ultima giornata, a soli cinque minuti dallo scadere. Una rete che ha cambiato le sorti del Gruppo 1, ma soprattutto quelle degli Azzurrini.

"Era troppo importante per la squadra”, sottolinea con maturità. E qui c’è un dettaglio importante: la squadra. Perché il vero centravanti non è soltanto colui che finalizza l’azione, ma è anche quello che sa prendersi la scena quando necessario.

In Umbria, nel secondo turno delle qualificazioni europee, saranno altre tre partite, tre finali. Gli Azzurrini di Daniele Franceschini hanno le idee chiare: identità e senso d’appartenenza prima di tutto.

"Indossare questa maglia è un privilegio – specifica Diego –, ma anche una responsabilità”.

Una frase che va letta con attenzione, perché il talento ti porta a certi palcoscenici, ma è la consapevolezza nei propri mezzi che ti ci tiene.

"Sappiamo che il girone è difficile: Islanda, Romania e i campioni d’Europa in carica del Portogallo, ma non dobbiamo dimenticarci che noi siamo l’Italia”, ci tiene a dire l’attaccante azzurro. Non è arroganza. È appartenenza.

Diego guarda, studia e assorbe. Sebastiano Esposito, ieri, quando era all’Empoli. Francesco Pio, oggi. “Mi piace per come si muove e per l’atteggiamento in campo. Lo guardo cercando di imparare”. Così come osserva da vicino, nella Prima Squadra toscana, Stiven Shpendi. Ma quando guarda al passato si torna all’essenza del bomber: i gol. E chi meglio di Filippo ‘Pippo’ Inzaghi, campione del mondo 2006, con la Nazionale di Marcello Lippi in Germania.

"Era incredibile – sottolinea Diego –. Mi piaceva la sua cattiveria sotto porta”.

Ecco la parola chiave: cattiveria. Quella calcistica, capace di trasformare una mezza occasione in un gol.

"In queste partite – confessa – vorrei essere un esempio per i miei compagni”.

Non una frase banale. Una presa di posizione. Perché essere l’attaccante di riferimento significa anche questo: dare l’esempio facendo parlare i fatti. Nel suo caso, i gol.

"Daremo tutto”. Un lessico semplice, ma che dentro nasconde un concetto chiaro: non si negozia nulla.

E dopodomani, mercoledì 25 marzo (ore 15, diretta su Vivo Azzurro TV), allo stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio, arriva il Portogallo, campione d’Europa in carica.

"Sarà una partita fondamentale – specifica Diego –, perché nei mini-tornei è importante non sbagliare all’esordio”.

E allora la domanda non è se Diego segnerà, ma come starà dentro la partita. Perché i grandi numeri 9 si vedono lì. Nel momento decisivo, quando il pallone pesa.

"Il nostro obiettivo è qualificarci sia alla fase finale dell’Europeo che del Mondiale”, dice senza tanti giri di parole, senza filtri e soprattutto senza paura.

Perché Diego Perillo non è solamente un centravanti. È un’idea di attaccante. Uno che unisce istinto e pensiero sotto porta. Finalizzazione e partecipazione. L’egoismo del gol e l’altruismo del sacrificio. E se lo guardi bene, capisci chiaramente una cosa: non aspetta il futuro, lo sta già costruendo.

STORIA. Diego Perillo, nato il 17 marzo 2009 a Prato, comincia a giocare a calcio all’età di 5 anni nella Vaianese Impavida Vernio, società dilettantistica toscana, per poi passare al Prato l’anno successivo, prima di trasferirsi alla Maliseti Tobbianese nell’estate 2016. Dopo una sola stagione in gialloblù, entra a far parte del vivaio dell’Empoli, con cui è attualmente il miglior realizzatore del Campionato Nazionale Under 17 Serie A e B, con 19 reti in 20 partite (1.580 minuti giocati).

ACCREDITI. In occasione del Gruppo A2 della Lega A del Round 2 della UEFA European Under-17 Championship Estonia 2026, in programma dal 25 al 31 marzo in Umbria, nelle città di Gualdo Tadino, Gubbio e Perugia, si comunica che l’ingresso al pubblico è libero.

I club professionistici potranno richiedere l’accredito a r.poggetti@figc.it e s.telesforo@figc.it, mentre i media (giornalisti, fotografi e operatori TV) dovranno rivolgersi ad a.paoli@figc.it, entro le ore 16 del giorno precedente alle partite.

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: Elia Cantarelli (Parma), Emanuele Giaretta (Juventus), Christian Lupo (Lecce);
Difensori: Matteo Albini (Como), Giampaolo Bonifazi (Roma), Lorenzo Dattilo (Roma), Djibril Diallo (Parma), Andrea Donato (Inter), Lorenzo Puricelli (Inter), Ludovico Varali (Parma);
Centrocampisti: Francesco Ballarin (Venezia), Edoardo Biondini (Empoli), Francesco Gasparello (Atalanta), Gianluca Tommaso Okon-Engstler (Club Brugge), Francesco Olivieri (Empoli);
Attaccanti: Tommaso Casagrande (Hellas Verona), Thomas Corigliano (Juventus), Marcello Fugazzola (Atalanta), Kevin Fustini (Bologna), Jacopo Landi (Empoli), Diego Perillo (Empoli).

Staff – Tecnico: Daniele Franceschini; Capo delegazione: Filippo Corti; Vice Coordinatore delle Nazionali Giovanili: Daniele Zoratto; Assistente tecnico: Marco Scarpa; Preparatore dei portieri: Francesco Antonioli; Preparatore atletico: Roberto Ghielmetti; Match analyst: Francesco Donzella; Medici: Francesco Cuccaro e Giorgio Liberati Petrucci; Fisioterapista: Aldo Abbadia e Saverio Didonato; Nutrizionista: Giuseppe Cuzzocrea; Tutor scolastico: Fabrizio Scarpelli; Ufficio Stampa: Alessandro Paoli; Segretario: Guglielmo Cammino.

UEFA European Under-17 Championship Estonia 2026 | Lega A | Round 2

Gruppo A2: Islanda, ITALIA, Portogallo, Romania

Prima giornata (mercoledì 25 marzo)

Ore 14: Islanda-Romania, Stadio ‘Carlo Angelo Luzi’ di Gualdo Tadino (PG)
Ore 15: ITALIA-Portogallo, Stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio (diretta su Vivo Azzurro TV)

Seconda giornata (sabato 28 marzo)

Ore 12: Portogallo-Romania, Stadio ‘Carlo Angelo Luzi’ di Gualdo Tadino (PG)
Ore 15: Islanda-ITALIA, Stadio ‘Renato Curi’ di Perugia (diretta su Vivo Azzurro TV)

Terza giornata (martedì 31 marzo)

Ore 18: Portogallo-Islanda, Stadio ‘Renato Curi’ di Perugia
Ore 18: Romania-ITALIA, Stadio ‘Pietro Barbetti’ di Gubbio (diretta su Vivo Azzurro TV)