È iniziata nel tardo pomeriggio di lunedì 4 maggio la nuova edizione del Corso per l’abilitazione ad Allenatore di calcio paralimpico, indetto dal Settore Tecnico della FIGC, che ne ha affidato l'organizzazione ad AIAC Service Srl dell'Associazione Italiana Allenatori, in coordinamento con la Divisione Calcio Paralimpico.

Il corso, a titolo gratuito, è suddiviso in una parte generale e in una parte speciale (riferita alle seguenti aree tematiche: disabilità cognitivo-relazionale, amputati e cerebrolesi) e si propone di fornire nozioni tecnico-scientifiche e metodologiche per supportare l’allenamento calcistico dei giocatori con disabilità.

La durata complessiva del corso è di 82 ore, di cui 58 in modalità online (40 sulla parte generale e 18 sulla parte speciale) e le restanti 24 in presenza, prevalentemente con attività specifica in campo. Le lezioni termineranno il 10 giugno, gli esami si terranno in modalità online il 17 e 18 giugno.

La lezione inaugurale è stata introdotta dal presidente del Settore Tecnico, Mario Beretta, come sempre molto vicino all'attività della Divisione Calcio Paralimpica (ha fatto parte a lungo del Consiglio Direttivo) e dal responsabile DCP Giovanni Sacripante. La lezione è stata invece a cura di un altro caro ‘amico’ della DCP, Giancarlo Camolese, vicepresidente AIAC.

Nel suo intervento, Giovanni Sacripante ha detto agli allievi del corso: "Chi è un allenatore? Cosa vuol dire allenare? Per molti significa migliorare prestazioni, costruire una squadra, vincere. Giusto, ma nella DCP significa qualcosa di più: vuol dire essere soprattutto educatori. Vi troverete davanti situazioni complesse, ed è proprio in queste che si vede la qualità dei nostri allenatori. Vi accorgerete presto che quello che date vi tornerà indietro amplificato. Avrete davanti persone prima ancora che atleti. E allora il punto non è solo di formare buoni calciatori ma di lasciare davvero un segno, perché alla fine le persone dimenticheranno gli schemi, ma non dimenticheranno mai come le avete fatte sentire".