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Una 'due giorni' che anche quest'anno ha lasciato tutti contenti, all'insegna dell'allegria e della voglia di stare insieme. Nello scorso fine settimana ha avuto infatti luogo, a Viterbo, la seconda edizione del Torneo nazionale della Tuscia viterbese di calcio paralimpico. A organizzarla, l'associazione Zucchero Filato, che tra l'altro conta due squadre iscritte alla DCP della FIGC, una gemellata con la Lazio e l'altra con la Viterbese.


E, proposito di gemellaggi, il torneo, che ha avuto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo e ha visto la collaborazione di numerose istituzioni, associazioni e realtà del territorio, ha fatto registrare la partecipazione delle 'affiliate' di Juventus, Milan, Udinese, Hellas Verona, Bologna, Parma, Lecce, Frosinone e Napoli, oltre che della già citate Lazio e Viterbese, e della Don Pino Puglisi.
L'attività calcistica ha convogliato in città, in particolare al campo Don Armando Marini, centinaia di persone. Il torneo non ha avuto un vero e proprio vincitore, avendo più che latro l'obiettivo di celebrare i valori più puri dello sport. “Ricordate - ha sottolineato Fabio Barzellotti, presidente di Zucchero Filato - che sarete sempre vincenti e d’ispirazione per tutti se darete sempre il meglio di voi stessi in campo, vi divertirete giocando, se i vostri avversari lo saranno solo in campo, ma soprattutto se rispetterete tutte le regole del gioco”.


C'è stato inoltre spazio per il premio Una Rosa in Campo, prestigioso riconoscimento che quest'anno è stato assegnato, tra gli altri, al presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, e al presidente dell’autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Maurizio Borgo, che è anche il giudice sportivo della DCP.


Per la Divisione Calcio Paralimpico della FIGC era presente il responsabile nazionale Giovanni Sacripante: "Pe prima cosa va un grandissimo grazie a Fabio Barzellotti. Eventi come questo rappresentano ancora una volta lo spirito e i valori della DCP, dimostrando quello che si può fare in termini inclusione reale. D'altra parte, come ha detto giustamente il presidente Abete, il calcio nella sua vera accezione si regge su due pilastri: uno competitivo e uno sociale, che è fondamentale, come ci è stato confermato da quanto abbiamo vissuto qui a Viterbo".



