È andato tutto benissimo, a Teramo, per l'edizione 2026 di 'Sport sotto le stelle' che sabato 12 settembre ha radunato nel centro storico della città abruzzese circa 200 tra associazioni e società sportive, per vivere una straordinaria ed emozionante giornata nel segno dei valori più puri della pratica sportiva.

Migliaia di persone si sono ritrovate a passare qualche ora spensierata, assistendo a qualcuna delle numerose esibizioni organizzate (sportive e non) e, nel contempo, ricevendo puntuali informazioni su quanto lo sport possa essere veicolo di inclusione e integrazione sociale.

Al riguardo c'è stato spazio per un talk sull'iniziativa di sensibilizzazione relativa al progetto 'Calcio per Tutti–Comuni inclusivi', che è nato dal protocollo d’intesa stipulato tra ANCI (l'Associazione Nazionale Comuni Italiani) e la Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, nel novembre del 2025, per favorire la diffusione del calcio aperto alle persone con disabilità su tutto il territorio nazionale grazie anche al ruolo svolto dai Comuni.

Per questo, nella serata di sabato, è stata anche disputata una divertente partita amichevole tra una rappresentativa della DCP e una squadra composta da esponenti delle istituzioni locali. Al talk, moderato da Dora Bendotti della FIGC-DCP, hanno partecipato il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, il responsabile nazionale della Divisione Calcio Paralimpico, Giovanni Sacripante, la delegata ANCI Abruzzo, Rosanna De Antoniis (che è anche sindaco di Castel Castagna), e il viceprefetto di Teramo, Alberto Di Gaetano.

"Lo sport rappresenta da sempre uno straordinario veicolo di inclusione - ha sottolineato il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto - e questo perché , attraverso i suoi valori, insegna a misurarsi senza escludersi, a fare squadra, a riconoscere nel compagno e nell’avversario innanzitutto una persona. Ed è proprio con questo spirito che mi sono fatto promotore del protocollo sottoscritto da ANCI E FIGC-DCP per la diffusione del calcio paralimpico su tutto il territorio nazionale e per il rafforzamento del ruolo dei Comuni quali protagonisti delle politiche di inclusione sociale attraverso lo sport.

"Questo - ha aggiunto D'Alberto - anche sulla scorta delle diverse esperienze realizzate in questi anni nel rapporto di collaborazione tra il Comune di Teramo, la FIGC e la LND, che hanno dimostrato che quando le istituzioni lavorano insieme, nella stessa direzione, integrazione e inclusione diventano azioni quotidiane. E l’iniziativa di sabato ce l'ha ricordato ancora una volta. Un'iniziativa che abbiamo voluto con forza inserire all'interno di 'Sport sotto le Stelle' proprio in virtù del valore di questa manifestazione: una vera piccola olimpiade dello sport che ogni anno ci insegna la bellezza dello stare insieme, di essere comunità, di saper guardare oltre, senza barriere, senza pregiudizi, senza condizionamenti".

"Per prima cosa - ha detto il responsabile nazionale della DCP, Giovanni Sacripante - faccio i complimenti e dico grazie a tutti coloro che hanno concorso a realizzare questo bellissimo evento. Qui a Teramo abbiamo avuto un ulteriore esempio di cosa vuol dire concretamente fare inclusione. In tutte le sue iniziative, d’altra parte, la DCP si propone lo stesso obiettivo: dare un’opportunità concreta di praticare il calcio a tantissimi ragazzi, andando incontro a quello che ci chiedono le loro famiglie. Per questo è fondamentale arrivare in modo capillare in tutto il territorio italiano e, a tal proposito, il protocollo stipulato con ANCI risulta essenziale a livello strategico".

"Ringrazio in particolare il sindaco di Teramo D'Alberto - ha aggiunto Sacripante - che è stato il promotore dell'accordo con ANCI. La DCP è diventato un benchmark internazionale: questo è un dato di fatto, ma c'è ancora tanto da fare, se solo pensiamo che in Italia ci sono circa tre milioni di persone con disabilità. La sinergia con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ci consente di provare a superare non solo le barriere fisiche, ma soprattutto quelle culturali, che ancora oggi sono l'ostacolo più duro da superare per arrivare a una piena inclusione".