Trasformare una situazione non bella in un'opportunità speciale e da indicare come esempio: Cagliari-Napoli, importante partita della ventinovesima giornata di Serie A, in programma alle 18,30 di venerdì scorso, 20 marzo. Il settore ospiti della Unipol Domus dovrebbe essere vuoto, perché già da qualche settimana un Decreto del Ministero dell'Interno ha disposto nei confronti della tifoseria partenopea il divieto di trasferta.

E allora, ecco la grande idea del Cagliari Calcio: in accordo con le autorità di pubblica sicurezza, far aprire lo stesso quel settore dello stadio per ospitare atlete, atleti, allenatori e dirigenti delle squadre che fanno parte della competizione 'Il Calcio è di Tutti' della Divisione Calcio Paralimpico FIGC della Sardegna. Con loro, anche gli arbitri dell’AIA regionale, che hanno accompagnato il percorso sportivo della DCP durante tutta la stagione appena conclusa con le qualificazioni alle finali nazionali.

Una trovata bellissima, che ha messo al centro chi ogni giorno vive il calcio come strumento di inclusione, crescita e partecipazione. All’iniziativa hanno preso parte squadre provenienti da tutto il territorio regionale, oltre che dal capoluogo: Galtellì, Luras, Assemini, Carbonia, Oristano, Macomer... D'altra parte, il calcio paralimpico sardo è per tradizione molto attivo e in costante espansione. Coinvolti inoltre i club dei tifosi organizzati del Cagliari, chiamati a rendere l’ambiente ancora più accogliente con vessilli rossoblù.

"Erano tutti davvero entusiasti - racconta Elisabetta Scorcu, vicepresidente della FIGC-DCP e Football Social Responsibility Officer (FRSO) del Cagliari - e devo dire che l'esperienza ci ha riempiti di soddisfazione, vedendo con i nostri occhi quanto fossero contente tutte le persone presenti nel settore ospiti dello stadio. In totale, erano in circa duecento. Ci abbiamo tenuto a invitare anche gli arbitri, componente essenziale per lo svolgimento delle nostre competizioni".

"Sono convinta - ha aggiunto Elisabetta Scorcu - che questo tipo di eventi vadano riproposti in ogni occasione possibile, perché rafforzano il movimento del calcio paralimpico e lo fanno crescere. Ritengo sia importante tenere vivo il senso di appartenenza che si crea tra i club professionistici e quelli affiliati iscritti alla DCP ed è altrettanto importante non trascurare il legame con il proprio territorio. Venerdì sera abbiamo vissuto tutti insieme i valori più autentici dello sport".