Angelica Soffia, pilastro della difesa del Milan, è la nuova protagonista di ‘Casa Tarqui’, il format condotto dalla giornalista Alessia Tarquinio disponibile sui canali social della Serie A Women e che ha già coinvolto Daniela Sabatino, Martina Lenzini, Alice Corelli ed Elisa Polli. Parole da leader, quelle della giocatrice nata ad Abano Terme: “A me è sempre piaciuto avere responsabilità, mi dà più carica. La responsabilità mi fa avere più personalità, mi aspetto che quello che do influenzi anche un po’ le persone che mi stanno intorno, in modo che siano spronate a dare di più”.

Angelica si è trovata capitana a 17 anni, con dei totem in squadra come Melania Gabbiadini: “Avere quelle personalità lì in squadra per me è stato un ‘pezzettino’ in più che altre non hanno potuto avere. Melania è sempre stata la capitana silenziosa, non ha mai avuto bisogno di dire troppe parole, non c’è stato un allenamento in cui nessuna non abbia dato il 100%. Poi a Roma c’è stata Elisa Bartoli, delle figure per cui o davi l’anima o non potevi stare lì. Questa è una delle cose che mi porto dietro in tutto quello che faccio”.

Spera di “avere una continuità di presenza effettiva sul campo in Nazionale”, è sincera nell’ammettere “che non mi piace fare il difensore centrale, perché ho bisogno di correre”, e apprezza la scelta del Milan di formare uno staff tutto al femminile, guidato da Suzanne Bakker: “Un valore aggiunto: la donna capisce più dinamiche che l’uomo non si immagina”. Milan che ha anche introdotto una policy a tutela della maternità delle calciatrici: “Ci hanno stupito, è bello che anche in questo caso la società pensi alla figura femminile. Ci hanno fatto fare dei test anche per capire come la pensassimo”.

Nel futuro di Soffia, dopo la carriera, c’è “tutto quello che riguarda la fisioterapia, l’osteopatia. Non so ancora come lo farò, non mi basta farlo, vorrei fare qualcosa che non c'è, conto sul fatto di spostarmi in diversi paesi anche quando finirò di giocare”.