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Quando si parla di attaccanti, spesso si pensa ai numeri: gol, tiri in porta e minuti giocati. Ma con Christian Carpentieri, attaccante classe 2008 del Frosinone, la cosa più interessante non è tanto la cifra – 9 reti in 16 partite – quanto il modo in cui questi numeri si costruiscono. Perché lui non è un ‘numero’ che fa gol. È un ragazzo che vive la partita come un processo di crescita: si muove, si prende la posizione, crea spazio, aspetta il momento giusto. E quando arriva, il gesto è pulito, deciso, quasi inevitabile.
Non a caso è il secondo miglior realizzatore del Campionato Nazionale Under 18 Professionisti, insieme a Gabriele Falasca del Torino, campione d’Italia in carica, e Federico Tonti del Cesena, dietro solamente a Gabriel Herzuah della Cremonese (11 reti in 9 partite). Ma quello che colpisce è la sensazione che Christian non stia ‘solo’ segnando: stia diventando un attaccante vero, con una lettura del gioco che va oltre la semplice finalizzazione.


La sua storia comincia a tre anni e mezzo, con la Simplicitas, nel suo quartiere. Gioca con bambini più grandi di due o tre anni, e già qui c’è un dettaglio fondamentale: quando un ragazzino gioca con chi è più avanti, è costretto ad alzare l’asticella. Deve anticipare, deve capire prima, ma soprattutto deve adattarsi. È un tipo di crescita che, spesso, non si vede ma si sente, perché la velocità di pensiero diventa più alta e i tempi di gioco più brevi.
Dopo cinque anni passa al Savio – attualmente campione d’Italia in carica nei dilettanti –, ancora una volta con i ragazzi più grandi. Poi, nel periodo del COVID-19, un’esperienza nella scuola calcio della Roma per sei mesi. Un momento che avrebbe potuto essere destabilizzante per molti, ma non per Christian, che lo vive come un passaggio. E poi la Scuola dei Leoni, che gli dà fiducia, e infine l’arrivo al Frosinone, in Under 14, dove oggi è uno dei protagonisti.
Christian non è un attaccante d’area nel senso tradizionale. È un attaccante moderno, che lega il gioco, che si muove in funzione della squadra e non solo del gol. Sa attaccare la profondità, ma sa anche abbassarsi per ricevere, per proteggere palla e per far salire la squadra. Questo è un dettaglio che, in un ragazzo del 2008, non è affatto scontato.
E quando si parla di modelli, lui non nasconde le sue influenze: “Cristiano Ronaldo è il mio idolo”, confessa, ma “mi ispiro a Ibrahimović”. Due figure diverse, ma con una cosa in comune: l’idea di dominare in campo. Nel Frosinone, invece, il riferimento tecnico è ovviamente Antonio Raimondo.
La cosa che colpisce di più di Christian, però, è la mentalità. Quando gli viene chiesto se si aspettava un rendimento del genere, lui risponde con sincerità: “Credo molto in me stesso e voglio riscattare un’annata negativa in Under 17 (4 reti in 18 presenze, ndr)”. Qui c’è la chiave: non è il ragazzo che si sorprende del suo talento. È il ragazzo che ha capito che il talento va confermato, che il calcio è una continua verifica, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita.
E questo emerge anche nel modo in cui parla dei suoi obiettivi: non sogni vuoti, ma concreti. “Voglio essere costante – sottolinea –, fornire prestazioni di alto livello e provare a costruirmi una carriera nei professionisti”, mentre a livello di squadra “chiudere l’anno con prestazioni positive, raccogliendo i punti che meritiamo (i giallazzurri di Odoacre Chierico sono momentaneamente al penultimo posto con 13 punti, ndr), in vista del salto del prossimo anno in Under 20”.
Christian racconta che la sua passione nasce grazie a suo padre: la prima foto che ha da piccolo è con un pallone in mano insieme a lui. E la famiglia è sportiva, ma non “professionista”: papà e zii giocavano a livello regionale, mentre la mamma è stata pallavolista dilettante. Una storia che sembra semplice, ma che in realtà è molto significativa, perché dimostra che la passione nasce dal gesto quotidiano. Dal pallone tra i piedi e dall’essere felice in campo.
Christian Carpentieri è un attaccante che sta crescendo in fretta, ma senza fretta. È un ragazzo che ha costruito il proprio percorso con scelte precise, che ha una mentalità forte e una voglia chiara: non essere solo un giovane dalle buone prospettive, ma diventare un calciatore vero.
E in un campionato dove spesso il talento è una scintilla che purtroppo svanisce, lui sembra avere la capacità di mantenere la fiamma viva. Perché il suo calcio non è fatto solo di gol: è fatto di processo, di continuità, di crescita. E questo, in un attaccante, è la cosa più importante.
STORIA. Christian Carpentieri è nato il 5 febbraio 2008 a Roma da papà Claudio e da mamma Tatiana. Inizia a giocare a calcio nel Savio, società dilettantistica laziale, dove resta per due stagioni prima di trasferirsi alla Roma nel settembre 2019. In giallorosso rimane un anno, poi torna nei dilettanti all’Accademia Frosinone, dal settembre 2020 al gennaio 2021, e successivamente nella Scuola dei Leoni, dal gennaio all’agosto 2021, quando entra a far parte del vivaio del Frosinone. Con la maglia giallazzurra dell’Under 18, guidata da Odoacre Chierico, nella stagione in corso ha realizzato 9 reti in 13 partite, giocando 1.286 minuti.


