C’è un silenzio particolare, quando un portiere prende possesso dell’area. Non è il silenzio dell’attesa, ma quello della responsabilità. È il silenzio di chi sa che tutto, in ottanta minuti, può dipendere da un singolo gesto. Riccardo Nobili quel silenzio lo conosce bene. Lo abita. Lo governa.

Classe 2010, numero uno del Bologna, Riccardo è il custode di una squadra allenata da Giovanni Ceccarelli, che viaggia terza nel Girone A del Campionato Nazionale Under 16 Serie A e B con 32 punti. Ma i numeri, a volte, raccontano più di mille parole: 14 partite, 7 clean sheet. Nessuno, nella categoria, ha fatto meglio. Metà delle volte la sua porta è rimasta inviolata. Metà delle volte, davanti a lui, il pallone ha trovato un confine invalicabile. “So di avere delle buone capacità – dice – e quindi questo risultato poteva essere alla mia portata”. Non arroganza, ma consapevolezza. Quella che nasce dal lavoro quotidiano.

Riccardo Nobili
Riccardo Nobili
Riccardo Nobili, portiere del Bologna Under 16, protagonista di 7 clean sheet in 14 partite

La sua storia comincia lontano dai grandi centri, lontano dai riflettori. “Il mio percorso è iniziato nel 2014 alla Vigor Senigallia”, racconta. Otto anni nello stesso posto, fino al 2022. Otto anni che non sono solo un arco temporale, ma una formazione lenta, costante, quasi artigianale.

Eppure, Riccardo non nasce portiere. “All’inizio non giocavo in porta – spiega –, venivo utilizzato in attacco o come difensore”. Correva, segnava, rincorreva. Poi qualcosa cambia. “Da quando ho compiuto 10 anni sono stato spostato tra i pali per via della mia altezza”. Una scelta tecnica, apparentemente. In realtà, una deviazione di destino.

C’è un torneo, in particolare, che resta inciso nella memoria. “Il mister mi ha messo in porta quasi per caso. È andata bene, ho fatto una buona prestazione e ho ricevuto tanti complimenti”. Da lì, la porta non è più stata un esperimento, ma una casa. “In quel momento ho capito che quello poteva essere il mio ruolo”.

In famiglia, lo sport è una lingua madre. Il padre Andrea viene dal basket: Serie B a Matera, Olbia e Rieti. Poi la panchina, e persino un Mondiale vinto con la Nazionale Over 45 nel 2015. “Inizialmente mio padre voleva che giocassi a basket, seguendo le sue orme”, sorride Riccardo. Ma la scelta è un’altra. “Alla fine ho scelto il calcio, perché ho visto subito grandi miglioramenti”. La madre Federica è il punto fermo. La sorella Benedetta, più grande, ha giocato anche lei un anno in Serie B di pallacanestro. Sport, sacrificio, normalità.

Nel 2022 arriva il Bologna. Un cambio netto, di ambiente e di ambizioni. “Qui il livello è molto alto, ogni allenamento è una prova”, ammette. Ma Riccardo non si tira indietro. Cresce, prende spazio, diventa un punto di riferimento. Un portiere che parla poco, ma quando serve alza la voce. Un portiere che si fa sentire.

Gli obiettivi personali sono dichiarati senza filtri. “Punto a diventare un calciatore professionista ed esordire in Serie A, magari con la maglia del Bologna, oltre ad essere convocato in Nazionale maggiore”. Parole grandi, pronunciate con naturalezza. Perché sognare, a quell’età, non è un difetto. È un dovere.

E poi c’è la squadra. “Con i miei compagni voglio arrivare il più in fondo possibile ai play-off e cercare di vincere lo Scudetto”, dice. Poi aggiunge: “So che sarà difficile”. Ed è proprio lì, in quella consapevolezza, che si misura la maturità.

I modelli non mancano. “Tra i calciatori a cui mi ispiro c’è sicuramente Aaron Ramsdale (portiere del Newcastle, ndr)”, spiega. Un portiere moderno, emotivo, vivo. “Del Bologna apprezzo molto Skorupski”. E poi Pessina. “È una fonte d’ispirazione perché ha fatto tutta la trafila del settore giovanile e ha esordito in Prima Squadra”. Non il ruolo, ma il percorso. Non il gesto, ma la strada.

Riccardo Nobili oggi è lì, tra i pali, con la porta alle spalle e il futuro davanti. Sistema la barriera, guarda il pallone, aspetta. Intorno c’è il rumore. Dentro, di nuovo, il silenzio. Quello dei portieri veri. Quello che non si insegna. “Alla fine – dice – quando fai il portiere sai che puoi essere decisivo anche con una sola parata”. Ed è forse tutto qui. Una parata. Un istante. Una carriera che prende forma.

STORIA. Riccardo Nobili è nato il 17 marzo 2010 a Senigallia, in provincia di Ancona, da papà Andrea e mamma Federica. Ha iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni nella Vigor Senigallia, società dilettantistica marchigiana, prima di entrare a far parte del settore giovanile del Bologna nell’estate del 2023. In maglia rossoblù, in questa stagione, ha collezionato 14 presenze (1.122 minuti giocati) con l’Under 16 di Giovanni Ceccarelli, rendendosi protagonista di 7 clean sheet.