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Un pomeriggio indimenticabile, quello vissuto lunedì scorso da un gruppo di atleti della DCP, in rappresentanza di tre club della Lombardia: la Nembrese 1913, gemellata con l'Atalanta, la Special Arluno (gemellata con il Venezia, ma che fa capo al comune della città metropolitana di Milano) e il Valle Olona, della provincia di Varese.


I ragazzi delle tre squadre si sono radunati a Bergamo per partecipare al passaggio della Fiamma Olimpica nel percorso di avvicinamento a Milano, dove venerdì ci sarà la cerimonia inaugurale dell'attesissima Olimpiade invernale organizzata con Cortina. E, nel punto concordato, hanno trasportato la Fiamma, con partecipazione e altrettanta soddisfazione.


"I nostri atleti erano emozionati al mille per mille - racconta Gianmario Lesmo, allenatore e responsabile della squadra dell'Atalanta Nembrese 1913, rappresentata per l'occasione anche da Aurelio Birolini e Alfredo Locati - e devo dire che l'intera esperienza è stata per loro appagante. In preparazione all'evento, per un'oretta, l'organizzazione ha illustrato i valori e la storia della Fiamma Olimpica, sottolineandone l'importanza simbolica. Poi c'è stato il percorso fatto con la Fiamma, che i ragazzi si ricorderanno per tutta la vita. Alla fine ci siamo abbracciati tutti quanti in cerchio. Ringrazio DCP e FIGC per averci dato questa opportunità".


"L'entusiasmo era alle stelle - afferma Tiziano Manfredi, presidente della Special Arluno, gemellata con il Venezia Calcio - perché, come si usa dire, non sono cose che capitano tutti i giorni. Noi siamo arrivati a Bergamo con due pulmini pieni, anche se poi materialmente sono stati in 5 a fare i tedofori. L'esperienza è stata perfetta: ci hanno consegnato una medaglia-ricordo che i nostri ragazzi conserveranno con grande cura, come uno dei ricordi più cari".
"C'è chi non ha dormito di notte per l'emozione - aggiunge Maurizio Caldiroli, allenatore del Valle Olona, diplomato tecnico paralimpico in uno degli appositi corsi organizzati dalla DCP con il Settore Tecnico FIGC e AIAC - e uno dei ragazzi mi ha detto che, con la torcia in mano, gli è sembrato di toccare il cielo. Siamo ritornati a casa in un clima di euforia, con i nostri atleti che hanno scelto di rimanere vestiti con la tuta bianca da tedoforo, con gioia e orgoglio".


A Bergamo era presente, per la DCP, il responsabile nazionale Giovanni Sacripante, che dichiara: "Per la prima volta, una delegazione di atleti della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC ha partecipato all’evento dedicato alla Torcia Olimpica dei Giochi di Milano-Cortina 2026. È stato un momento bellissimo per loro, per le loro famiglie e, permettetemi di dire, che lo è stato per tutti noi, per tutto il movimento. Un’esperienza unica, profondamente emozionante, densa di significati, che va oltre il valore simbolico dell’evento stesso".
"La Torcia Olimpica - conclude Sacripante - rappresenta un cammino, un passaggio di valori, una luce che unisce persone, storie e comunità diverse. Vederla accanto ai nostri atleti ha significato riconoscere la forza dello sport come strumento di inclusione, dignità e futuro. Nei loro sguardi c’erano orgoglio, consapevolezza e gioia. In quel momento non c’erano barriere, ma solo persone, sogni e un senso profondo di appartenenza a qualcosa di più grande. Ed è proprio qui il significato più autentico di questa giornata: non dovrebbe essere considerata un’eccezione, ma un passo naturale. Perché i nostri atleti non portano una torcia 'per la prima volta', la portano perché è giusto così. Perché è questa la normalità che vogliamo continuare a costruire ogni giorno, dentro e fuori dal campo. Quando lo sport è davvero inclusivo non fa notizia: fa cultura. E illumina il futuro".



