Si è svolto ieri pomeriggio ad Ankara (che sarà anche la sede dell'evento sportivo) il sorteggio della 'final six' dell'Europa League per il Calcio Amputati, la cui attività - come annunciato nella conferenza stampa dello scorso 28 gennaio - dall'inizio del 2026 è entrata a far parte della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC.

Il torneo, organizzato dalla EAFF (European Amputee Football Federation), si svolgerà dal 23 al 25 aprile e prevede la partecipazione di 6 squadre, suddivise in 2 gruppi da 3. Nel gruppo A ci saranno i padroni di casa del Baskent (Turchia), che affronteranno Crusaders (Ucraina) e Marsiglia (Francia). Del gruppo B fa invece parte la rappresentante italiana, il Vicenza, che se la vedrà con i polacchi dello Slask Wroclaw e i belgi del Club Bruges. Marsiglia, Slask e Bruges sono direttamente riconducibili ai rispettivi club attivi nel calcio di club professionistico.

Questo il format della competizione: dopo le 3 partite previste per ogni girone (2 per ciascuna squadra), le 2 prime classificate affronteranno nelle semifinali la seconda dell'altro gruppo. Le squadre vincenti giocheranno poi la finalissima. Sono previste anche le finali per il terzo e il quinto posto.

Il Vicenza Calcio Amputati, realtà di primissimo piano a livello nazionale per questa disciplina, si sta già preparando. "Siamo molto contenti - dichiara il presidente, Massimiliano Padoan - di partecipare a un evento internazionale di questa importanza, che sicuramente potrà dare ulteriore visibilità al nostro movimento. In passato abbiamo già disputato due Champions League, una delle quali in Italia, e adesso siamo lieti di prendere parte alla prima edizione dell'Europa League".

"Il sorteggio - prosegue Padoan - è stato tutto sommato buono. L'avversaria più difficile è senz'altro lo Slask polacco, mentre più abbordabili dovrebbero essere i belgi del Club Bruges. Comunque, l'impatto sui nostri ragazzi sarà positivo: partecipare a tornei di livello internazionale aiuta a migliorarsi sotto ogni profilo. Per noi che investiamo molto sulla formazione - abbiamo ragazzi che provengono 6 diverse regioni italiane - sarà comunque un'esperienza significativa. E, per i tanti nostri atleti che fanno parte della Nazionale azzurra, sarà utile anche in vista del Mondiale 2026".