SEZ. I - DECISIONE N. 0021 CFA del 3 agosto 2026 (PFI / società A.S.D. Cairese 1919 et alios)
Massime di riferimento
Sanzioni disciplinari – commisurazione – pluralità di stagioni sportive – parametro di ragguaglio per stagione – gravità oggettiva dell’assetto irregolare – identità del parametro tra autore materiale e presidente – dimezzamento per la condotta omissiva – elementi di contenimento comuni – fattori propri di ciascuna posizione
Sanzioni disciplinari – violazione dell’art. 4, comma 1, CGS – apparato sanzionatorio ex art. 4, comma 2, CGS – assenza di minimo e massimo edittale – funzione equitativa del giudice – squalifica a tempo determinato – inibizione temporanea
Giudizio e responsabilità disciplinare – art. 4, comma 1, CGS – violazione in via autonoma e in relazione a norme settoriali – unico illecito disciplinare – pluralità di illeciti concorrenti – esclusione – unicità della sanzione
Giudizio e responsabilità disciplinare – responsabilità della società – art. 6, comma 1, CGS – responsabilità diretta – conseguenza automatica dell’accertata responsabilità del presidente – ulteriore colpa organizzativa dell’ente – non occorre – legittimo affidamento della società – esclusione
Sanzioni disciplinari – principio di proporzionalità – pluralità di soggetti – diverso ruolo e diverso apporto causale – differenziazione del trattamento sanzionatorio – necessità
Presidente della società – posizione di garanzia – art. 4, comma 1, CGS – natura – non è responsabilità oggettiva in senso stretto – mancata adozione di misure volte ad assicurare il rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità
Giudizio e responsabilità disciplinare – figura del tecnico – dovere di esemplarità – rilevanza sulla gravità della condotta – soggetto privo di abilitazione che ne assuma di fatto il ruolo – applicazione a fortiori
Giudizio e responsabilità disciplinare – esercizio dell’attività di allenatore senza abilitazione – attività di base – minore età dei tesserati – elemento aggravante – protrazione pluriennale della condotta – rilevanza sul disvalore e sull’elemento soggettivo
Giudizio e responsabilità disciplinare – esercizio dell’attività di allenatore senza abilitazione – natura dell’illecito – illecito di mera condotta e di pericolo astratto – prova del danno effettivo – non necessaria
Giudizio e responsabilità disciplinare – art. 4, comma 1, CGS – Settore tecnico – impiego di tecnici abilitati – bene giuridico protetto – esercizio di fatto delle funzioni dell’allenatore da parte di soggetto privo di tesseramento o di abilitazione – accordo fraudolento – non occorre
Giudizio e responsabilità disciplinare – art. 4, comma 1, CGS – principi di lealtà, correttezza e probità – Settore tecnico – allenatore – esercizio della conduzione tecnica in assenza della prescritta abilitazione – soglia minima di significatività – mera collaborazione e occasionale sostituzione – esclusione
Giudizio e responsabilità disciplinare – principio di necessaria offensività – applicazione ai procedimenti disciplinari sportivi – offensività in concreto – criterio interpretativo-applicativo – opera sul piano della tipicità e non su quello della commisurazione della sanzione
Sanzioni disciplinari – afflittività delle sanzioni – gravità dei fatti – rilevanza – commisurazione dell’entità della sanzione alla gravità dell’illecito – necessità – obbligo di motivazione della dosimetria
Corte federale d’appello – reclamo incidentale – mancata proposizione – facoltà di proporre mere difese
Corte federale d’appello – reclamo – capi della decisione non impugnati – giudicato interno – perimetro dello scrutinio della Corte – limiti
Processo sportivo in genere – reclamo incidentale – è soggetto al contributo per l’accesso alla giustizia sportiva – mancato versamento – non determina l’inammissibilità del reclamo
Corte federale d’appello – reclamo incidentale proprio – nozione – reclamo incidentale improprio – modalità e termini di presentazione – art. 343 c.p.c. – non si applica – reclamo incidentale proprio – entro sette giorni dal deposito del reclamo principale – reclamo incidentale improprio – da quando sorge l’interesse all’impugnazione